Tifoso nerazzurro, consolati: ci sono maglie peggiori di quella rossa dell’Inter

Dal rosa shocking della Juve al viola “sacco della spazzatura” dell’Arsenal. Non c’è limite al cattivo gusto degli stilisti delle divise da calcio: Hull, Huddersfield, Ajax. Il peggio? Arriva dagli Usa.

La decisione della dirigenza dell’Inter di scegliere come seconda maglia per la prossima stagione una divisa quasi totalmente rossa ha generato numerose lamentele: qualche giorno fa un gruppo di tifosi ha cercato di recapitare al presidente Moratti una lettera in cui si esprimeva tutta la contrarietà a questi colori. «Un vero e proprio pugno in un occhio ed un altro allo stomaco da lasciare senza fiato. Un insulto alla nostra storia e alle nostre tradizioni (…). Probabilmente l’ideatore di questa genialata è stato catapultato all’improvviso sulla terra da Saturno, per non sapere che il rosso è prerogativa di un’altra squadra con la “s” minuscola…».

Ai tifosi nerazzurri resta una magra consolazione: nella storia del calcio di divise inguardabili ce ne sono state tante, anche peggio del kit rosso dell’Inter di quest’anno. Basta andare indietro con la mente di solo di qualche mese: vi ricordate la maglia con cui la Juve vinceva lo scudetto? Sì, dai quella rosa… Chi non si è chiesto almeno una volta se a produrla non fosse stata “Hello Kitty”? Difficile scordarsela: è vero, quel colore appartiene alla storia della Vecchia Signora (le prime divise nel lontano 1897 erano rosa con cravatta nera), ma pare arduo onorare il proprio passato con un tale obbrobrio. E cosa devono dire poi i tifosi dell’Arsenal? Quest’anno la dirigenza dei Gunners ha scelto come seconda maglia una divisa viola-nera: «Sembra un sacco dei rifiuti» è stato il caustico commento del Daily Mail per queste divise prodotte con bottiglie riciclate. Poco importa se l’abbinamento è stato scelto in onore del Giubileo di Diamante della Regina Elisabetta II, festeggiato lo scorso giugno.

Più di una volta l’Inghilterra si è rivelata terra del trash: ai britannici dobbiamo dire assolutamente grazie per alcune creazioni leggendarie come le maglie di West Ham, Celtic, Arsenal, Qpr, Aston Villa, ecc… Ma ogni tanto hanno saputo produrre anche degli autentici orrori. Vedere per credere: 1992, Hull City. Oltremanica li chiamano “The Tigers”, e il produttore ha voluto prendere questo nickname alla lettera, inventandosi una divisa giallo-nera “giaguarata” particolarmente aggressiva, da far impallidire anche Nicole Minetti. Un anno dopo, fu l’Huddersfield Town a sfornare una terza maglia vomitevole: sfondo rosso, strisce bianche e nere e sulla spalla sinistra una cascata di oggetti imprecisati (chiedo scusa per la mia ignoranza: sono piume?). Notevole anche il kit del Clydebank: sfondo rosa-shocking e strani motivi bianco-blu sopra, più da spiaggia riminese che da campionato scozzese.

Ma non si può parlare degli anni Novanta senza ricordare le divise di Jorge Campos, stravagante portiere messicano (anche se ha giocato tante partite anche da attaccante). Ha partecipato anche a due Mondiali (’94 e ’98) dove ha sempre potuto esibire completi estremamente appariscenti: se li disegnava lui, ispirandosi alle tavole da surf, sua grande passione fuori dal campo. Colorati, psichedelici e sempre enormi rispetto al suo fisico piccolo ma agile.

Completano la carrellata altre divise decisamente strane: dal Bochum al Shimizu S-Pulse, dall’Ajax di fine anni Novanta alla nazionale della Sierra Leone. La più brutta? Quella dei Caribous Colorado, club statunitense nato e morto nel giro di 12 mesi del 1978: l’omaggio allo stile western si è rivelato una vera pacchianata. Al già orribile color camoscio si è voluto aggiungere una striscia di gustosissime frangette che correvano lungo il petto. Difficile fare peggio.