Tifo sfrenato per il “macellaio”

Bokassa

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Lo devo confessare: stravedo per Giorgio Guazzaloca, il nuovo sindaco di Bologna. Penso di fondare un “club Guazzaloca” e di diventarne il presidente. C’è una serie di motivi per cui non potrei fare a meno di partecipare a un “club Guazzaloca”, dopo che ho visto la nascita di club Montanelli e Fede. Innanzitutto perché il “macellaio” bolognese ha sconfitto i comunisti in casa loro. E questo, per un anticomunista, ormai storico come me, è motivo di perenne devozione. Ma ce ne sono altri di ragioni e motivi. Pensate: Guazzaloca è veramente un macellaio, anzi, come dicevano a Milano ai tempi belli, un “macellarin”, per usare lo stile di Gianni Brera, quello che tagliava bistecche e poi le portava in giro in bicicletta. Ho sempre avuto una passione segreta per le macellerie e i macellai. So che c’è un taglio della carne in modo cristiano e in modo ebraico. Da giovane, inoltre, mi cimentai in un confronto di esordienti pugili al “Teatro Principe” di Milano. Di fronte avevo proprio il macellaio vicino a casa mia, tale Lauro Maniscalco, che aveva un fratello che “menava” ancora di più. Non fu un confronto, ma un monologo dilagante del Maniscalco. Il quale, però, il giorno dopo, mi regalò tre costate fresche da mettermi sulla faccia, per riparare alle tumefazioni che mi aveva fatto. Compresi da quell’episodio che i macellai avevano un’anima e un cuore. E che avrebbero sempre vinto. La mia convinzione di una “via socialista attraverso la macelleria” si radicò poi con gli studi storici: Hitler era il più integerrimo vegetariano della sua epoca. Preferiva bruciare altra carne. Non poteva esserci partita quindi, a Bologna, tra una tale Bartolini e Guazzaloca, che mi dicono addirittura abbia una “boutique di macelleria”. Ma il mio entusiasmo per il “Guazza” è diventato tifo sfrenato dopo averlo visto in televisione intervistato da Gianni Minà. Ho pensato: non ce la fà. Minà è laureato in castrismo all’università Rai e in calcismo all’università privata di Tuttosport. Un gigante del pensiero. E invece Guazzaloca non solo ce l’ha fatta, ma è riuscito a evidenziare tutta la pirlaggine di Minà. Guazzaloca, sei un gigante!

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