La Thailandia vieta l’utero in affitto. Dieci anni di carcere a chi trasgredisce

Dopo gli scandali, il parlamento ha approvato una legge che impedisce agli stranieri di sfruttare le donne del paese. «Vogliamo impedire che la Thailandia diventi l’utero del mondo»

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utero-affitto-maternità-surrogataLa Thailandia vieta l’utero in affitto. Dopo oltre trent’anni in cui la pratica è stata tollerata e non punita, il parlamento di Bangkok ha oggi approvato una legge che vieta agli stranieri di ricorrervi. Come ha spiegato un parlamentare locale, «vogliamo impedire che la Thailandia diventi l’utero del mondo». Il disegno di legge era stato presentato in agosto in seguito a due scandali che avevano rivelato al mondo che cosa si celasse dietro la prassi della cosiddetta “maternità di sostegno”.

GLI SCANDALI. Il primo riguardava una giovane thailandese, Pattaramon Chanbua, di 21 anni, che aveva affittato il proprio utero a una coppia di australiani per circa 12 mila euro, partorendo due gemelli. Uno di loro, Gammy, nato Down, era stato abbandonato dalla coppia. Dopo che il caso aveva avuto rilevanza internazionale, era nata una rete di sostegno per aiutare la madre a prendersi cura del piccolo, affetto da un’infezione polmonare.
Un secondo caso che aveva destato grande scalpore riguardava un uomo giapponese di 24 anni, Mitsutoki Shigeta, che è stato scoperto essere il padre biologico di almeno 16 bambini fatti nascere con l’utero in affitto per alimentare un indegno mercato di minori.

LE PENE. Già nel 1997 il Consiglio medico tailandese aveva vietato la maternità surrogata a scopo commerciale, ma di fatto la norma veniva facilmente raggirata. La nuova legge impone il divieto totale agli stranieri di pagare le donne thailandesi per avviare la gravidanza surrogata, impedendo esplicitamente l’uso di intermediari per non permettere raggiri. Chiunque trasgredisca la legge potrà pagare con il carcere fino a dieci anni, ma sono previste pene anche per chiunque promuova la pratica.
Resta il fatto che il Parlamento ha fatto eccezione per i suoi cittadini, permettendo che le donne prestino solo a loro il proprio utero, ma a titolo gratuito senza chiedere né ricevere compensi.

Foto utero in affitto da Shutterstock

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