Tevez, il numero 10 è un onere da top player. Ma chiude l’arrivo di Jovetic

Con l’Apache la Juve ha fatto il colpaccio: ha preso un campione maturo spendendo la metà di quanto chiesto per Higuain o Jovetic. Ma le operazioni in attacco potrebbero essere finite qui.

Già in Inghilterra manca Carlos Tevez, dopo 7 anni in cui l’argentino è riuscito a vincere tantissimo (3 Premier, 1 FA Cup e 1 Champions) e facendosi il pelo in situazioni di ogni sorta: la salvezza con il West Ham, le panchine con lo United, il passaggio shock ai rivali del City, le liti con Mancini che lo mise fuori rosa e la vittoria in extremis del titolo 2011-12 sempre con i Citizens. La Juve ha fatto il colpaccio, non c’è nulla da aggiungere: partita alla caccia di top player costosi del calibro di Higuain e Jovetic, alla fine è riuscita a portarsi a casa la punta che sicuramente aveva più esperienza internazionale degli altri, ad un prezzo che è la metà effettiva delle cifre che si prospettavano per gli altri due affari. A volte i maghi del mercato si giudicano alla luce del risparmio.

QUELLA MAGLIA PESANTE. Si perdona quindi così la scelta della maglia: quel numero 10 forse fa imbarazzare i più nostalgici, perché per forza riporta alla mente Alex Del Piero e la fine tutt’altro che rosea dell’idillio amoroso con la dirigenza bianconera. E forse infastidirà Arturo Vidal, che qualche settimana fa chiese proprio di avere quella casacca (anche se poi lui smentì di aver portato avanti questa richiesta). Ma nella storia della Vecchia Signora non ci sono maglie ritirate, e la scelta di dare a Tevez quel numero così significativo indubbiamente carica delle giuste motivazioni l’Apache, oltre a rilanciare al massimo, anche in termini di marketing, l’entusiasmo della tifoseria bianconera. «La responsabilità del numero 10 è enorme. È stata anche la maglia di Maradona al Boca e che ho ereditato. Rispetto questa casacca. Mi assumo il compito di portarla, rappresenta una sfida». Insomma, è una situazione in cui già si è trovato e sa come uscirne da pirata.

ARRIVA ANCHE JO-JO? C’è però un piccolo dubbio che porta con sé l’arrivo di Tevez alla Juve: chiude verosimilmente l’approdo di altri top player in attacco. Perché con lui, Llorente e Vucinic lo spazio è già poco, figuriamoci se resta anche solo uno dei vari Matri, Quagliarella e Giovinco. Perché le casse bianconere sono tutt’altro che limitate, a maggior ragione dopo che si sono svuotate dei 12 milioni impegnati in questa operazione e dopo che il principale indiziato a partire per raccimolare quattrini, Claudio Marchisio, è stato tolto dal mercato nelle ultime ore per volere dello stesso Antonio Conte. Difficile quindi che a questo punto arrivi a buona conclusione l’operazione Jovetic: la Fiorentina non si schioda dai 30 milioni di partenza, cifra che la Juve ha sempre considerato eccessiva. In più, ora c’è una maglia in meno da assegnare, il 10, finito appunto a Tevez: se il montenegrino fosse finito a Torino il vero top player sarebbe stato lui, non l’Apache, anche per il costo ben più cospicuo dell’operazione. E l’eredità di Del Piero sarebbe dovuta finire sulle spalle di Jo-Jo.