Termina il tour europeo di Enrico Letta: «Sono ottimista». Bene con Hollande e Barroso, benino con Merkel

Il premier italiano si è detto soddisfatto dell’incontro con il presidente francese, solo parole di circostanza invece sul colloquio con il cancelliere tedesco

Dopo il tour europeo che l’ha portato a Berlino, Parigi e Bruxelles, il premier Enrico Letta è ripartito per l’Italia e si è detto «più ottimista di quando sono partito». Oggi il neo-presidente del Consiglio ha incontro A Bruxelles il capo dell’esecutivo Ue Josè Manuel Barroso nella sede della Commissione Europea. Barroso ha dichiarato che il faccia a faccia è stato «molto positivo»: «Sono positivamente impressionato dal forte impegno europeo di Letta». «La stabilità politica sta tornando a regnare in Italia», ha aggiunto sottolineando ancora una volta che «la stabilità dei conti è una precondizione vitale» per le riforme e «la crescita». Letta ha poi dichiarato che l’Italia «manterrà gli impegni assunti dal governo precedente con la Commissione. Presenteremo nei prossimi giorni i modi su come rispettarli», ha detto Letta, che ha confermato l’impegno a mantenere i programmi stabiliti.

VAN ROMPUY. Letta si è anche incontrato brevemente con Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo, che ha ringraziato l’Italia e il premier «per la sua profonda agenda pro Europa ed il suo fermo impegno a lavorare a fianco con le istituzioni europee e i membri del Consiglio per promuovere un progresso concreto e rapido per il completamento dell’Unione economica e monetaria dell’Ue».

HOLLANDE. Prima di Bruxelles, Enrico Letta si era recato ieri a Parigi, dove ha ottenuto il consenso di Hollande nel chiedere all’Europa maggiore impegno sui temi della crescita. Nella conferenza stampa finale, dopo l’incontro, Letta ha dichiarato di essere «soddisfatto al 100%» del colloquio.

MERKEL. Il premier si è dimostrato meno entusiasta dell’incontro di martedì con Angela Merkel, invece. Il cancelliere tedesco, infatti, non ha dato segnali di apertura da parte della Germania verso un approccio meno rigoroso delle politiche di risanamento dei paesi ad alto debito della zona euro come Italia, Grecia e Spagna.