Teorie educative al passo con le reclute

Squilla la tromba (diario dal fronte)

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22 Marzo: il soldato Gi. di anni 8 si presenta alle ore 19.05 dicendo che deve studiare i Sumeri. Reazione violenta da parte nostra: il rancio è pronto tra poco, non puoi arrivare a questíora a studiare, dall’inizio dell’anno non è la prima volta che fai così, domani andrai a scuola e farai una figuraccia, scordati la giustificazione.

Annotazioni strategiche. La nostra teoria educativa numero 123 (i soldati devono studiare e gestirsi i compiti da soli) deve subire una rettifica di fronte a questo fatto: il soldato Gi. fa la furba. Ricordarsi che tutti i soldati tentano in continuazione di fregarti oppure di farti lavorare in vece loro.. Vedi caso soldato Lu. che per cinque anni di scuola Elementare ha cercato di farti fare i compiti al suo posto con mezzi subdoli come scrivere la prima cosa che capitava sul compito così che tu dovessi correggerlo usando la tua testa al posto della sua. Tornando al soldato Gi. nei prossimi giorni verificare alle ore 17 se tutto quello che doveva fare è stato fatto. Giacché si assume il ruolo di controllore, fare sentire il fiato sul collo anche ai soldati veterani così che non pensino che solo le reclute sono degne di essere controllate. Fino a normalizzazione.

Deduzioni dal campo. Qualsiasi teoria educativa abbiamo ricordarsi che, se vogliamo ottenere la massima valorizzazione del nostro soldato dobbiamo adattarci a lui di volta in volta.

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