È tempo di spin off: dalla costola di Bones arriva The Finder

Da Grey’s Anatomy era nato Private Practice, da Bones arriva The Finder. Buoni gli intenti nel pilot, ma manca qualcosa. Un’altra possibilità, comunque, gliela si concede volentieri

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Non sempre è detto che gli spin off funzionino. Cambia la location, cambia la trama, la serie originaria viene presa come spunto. Private practice ad esempio è l’esperimento ben riuscito di Grey’s Anatomy e parte quando la ginecologa Addison si trasferisce dall’ospedale di Seattle dove tutti si innamorano. Ora ne comincia un altro, anche se solo (per ora) con i 13 episodi della prima stagione: The Finder, produzione Fox, che si stacca dalla costola di Bones, telefilm giallo di ampio successo. Lì i protagonisti erano un ex agente dell’Fbi, Booth, con un brutto carattere e un’antropologa forense, Temperance. Durante alcune loro indagini, si trovano a collaborare con un ex collega di Booth, un certo Walter Sherman. Il protagonista di The Finder.

Quando qualcuno chiede all’ex militare Walter di risolvere un caso, lui risponde: «Io faccio le cose in modo diverso, ed è per questo che non sono più nell’esercito. Perché trovo quello che la gente cerca, ma di solito trovo anche di più, e non sempre questo piace». Al di là dell’apparente spocchia, è uno alla mano, uno da t-shirt e battuta sempre pronta, che si porta sempre appresso una vicesceriffo bellissima e il proprietario del bar dove passa le ore: “Ai confini del mondo”. A far parte della squadra c’è anche una teenager con problematiche da assistente sociale.

Buoni gli intenti nel pilot, ma manca un po’ di azione, un po’ di suspence, un po’ di ciò che tiene vivi mentre si guarda un thriller. Che sia colpa del caso risolto nel primo episodio, un militare scomparso? Può essere. Un’altra possibilità comunque la si concede ai creatori di una serie tv come Bones, che è ora alla settima stagione.

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