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Te Deum laudamus perché hai pietà del nostro niente

Di Marco Bona Castellotti
26 Dicembre 2021
«Ci hai liberato dal timore della morte e, nutrendo pietà della nostra debolezza, sei accorso in nostro aiuto perché nulla possiamo senza di te». Invocazioni nei tempi di trapasso

Te Deum laudamus perché il nostro corpo non è flaccido e pasciuto, dell’orgoglio non ci facciamo un monile, la violenza non è il nostro abito. Dal nostro grasso non tracima iniquità alcuna, né dal nostro cuore traboccano pensieri malvagi. Mai parliamo con malizia del nostro prossimo, né gli lanciamo minacce dall’alto della nostra superbia. Te Deum laudamus perché non assomigliamo agli stolti, né stiamo davanti a te come delle bestie. Non siamo come il cavallo e il mulo privi d’intelligenza, sì che la loro ostinazione si piega soltanto col morso e le briglie. Te Deum laudamus perché di nulla abbiamo paura, se la terra trema, i monti crollano, le acque si gonfiano, poiché il nostro sguardo è diuturnamente rivolto a te, non alle cose vane. Te Deum laudamus perché la nostra lingua non proferisce calunnie, ingiurie o parole bugiarde, né lancia insulti, né fa danni, né ordisce tradimenti contro i nostri amici, né dice il falso, non è untuosa, non vibra di adulazione e di menzogna. Il nostro ...

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