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Te Deum per una fede più grande del nostro dolore in Cisgiordania

Di Bashar Fawadleh
31 Dicembre 2025
La terra natale di Cristo è sfregiata da muri, divisioni e paura, come le nostre vite. Ma noi crediamo che Egli è qui e non ci abbandona
Celebrazione a Taybeh, Cisgiordania, in vista del Natale
Celebrazione a Taybeh, Cisgiordania, in vista del Natale

L'autore di questo articolo è il parroco latino di Taybeh, piccolo villaggio 30 chilometri a nord di Gerusalemme e a est di Ramallah, l’ultimo interamente cristiano rimasto in Cisgiordania. Mentre l’anno volge al termine, ripenso alla nostra vita in Cisgiordania con il cuore pieno di domande e, forse sorprendentemente, di speranza. La situazione è difficile e spesso sconfortante. Ogni giorno arrivano notizie di nuovi attacchi da parte dei coloni, nuovi posti di blocco, nuovi sbarramenti militari che isolano un villaggio dall’altro. Non è mai semplice muoversi. Quello che prima era un viaggio di dieci minuti in auto adesso può richiedere ore, con i soldati che controllano chi può passare e chi no. La terra natale di Cristo, la terra dove ancora riecheggia il Suo messaggio di pace, è oggi sfregiata da muri, divisioni e paura. Bashar Fawadleh, parroco di Taybeh Le case vuote In questo contesto, può sembrare strano parlare di speranza. Eppure, per noi cristiani che rimaniamo in Terra Sant...

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