Tariffe telefoniche: parole, parole, parole

Ufficio Reclame

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Telefonia fissa, telefonia mobile: continua la guerra fra i gestori privati e Telecom: caccia all’ultimo consumatore a suon di tariffe stracciate, carte autoricaricabili e opzioni dai nomi più strani: Italy, Dove, Ovunque, City, per citarne solo alcune. Un moltiplicarsi di prezzi e di offerte dove è molto difficile orientarsi per trovare la soluzione più economica, più vicina alle proprie esigenze. Un problema anche per le compagnie telefoniche, che ogni giorno devono comunicare nuove opportunità.

Omnitel, quella con Megan Gale, per esempio, continua a produrre bellissimi film d’avventura non sempre comprensibili: donne alla frontiera che gettano via la maschera di lattice alla Eva Kent, carte telefoniche che scorrono fra i seni delle protagoniste, etc. E allora? Al consumatore spesso rimane solo un desiderio: di poter avere il numero di telefonino delle protagoniste. Più chiara, e assolutamente esilarante, invece la nuova campagna Wind per la tariffa “Light”, diffusa ampiamente in modulazione di frequenza dalle principali emittenti radiofoniche: “Aagneeesee caaaraa, tuuuuttoo beeenee eee ii puupiii?” – è il tormentone al rallenty per stressare una promozione che permette di stare più a lungo al telefono “senza canone, senza scatti alla risposta”. Una campagna azzeccata, che è impossibile non notare in un mezzo come la radio dove i tutti i D.J. parlano a 78 giri. Anche Telecom tenta una via umoristica con l’aiuto dei “Fichi d’India” e la loro famosa battuta “ahrarara”. Ma hanno già stancato: i dialoghi sembrano finti, così come le tariffe. Basta dare uno sguardo agli asterischi per avere la sensazione che sia un po’ una fregatura.

A conti fatti l’unica cosa conveniente è riflettere. Prima di parlare.

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