Non c'è solo la Russia che ha riconosciuto il governo che si è insediato a Kabul nel 2021, già una mezza dozzina di paesi hanno instaurato rapporti coi fondamentalisti islamici
Soldato talebano a Kabul, Afghanistan, 14 marzo 2025 (Foto Ansa)
Ha destato un certo clamore la notizia del riconoscimento ufficiale del governo talebano dell’Afghanistan da parte della Russia il 3 luglio scorso. Mosca è la prima capitale al mondo ad ufficializzare i rapporti col potere di fatto che si è insediato a Kabul nell’agosto 2021, dopo il ritiro delle truppe americane e dei paesi alleati.
Colpisce il duplice paradosso per cui i successori di chi mandò l’Armata rossa a occupare l’Afghanistan nel 1980-89 e i discendenti dei mujaheddin che strenuamente la combatterono oggi si diano la mano con reciproca soddisfazione, mentre il Putin che permise alle forze della Nato di sorvolare lo spazio aereo e insediare basi logistiche in territorio russo al tempo dell’intervento del novembre 2001 contro colpevoli alqaedisti e complici afghani degli attentati dell’11 settembre è diventato un quarto di secolo dopo il primo governante mondiale che premia politicamente i talebani, senza chiedere contropartite, per avere sconfitto la Nato.
L'accordo tra Afgh...
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