dionigi tettamanzi
Incontro tra l'arcivescovo di Milano e alcuni giornalisti. Occasione per ascoltare le idee del cardinale su famiglia, poveri, Chiesa. Un'ora di domande e risposte a qualche giorno dal Natale: «Un Dio che si fa bimbo, un Dio che si è “abbreviato” per raccogliere la nostra piccolezza e consentirci di vivere la speranza certa dell’eternità già fin d’ora».
«I cattolici devono essere attenti al ruolo della società: un ruolo privilegiato nei confronti dello Stato. Anzi, lo Stato deve permettere alla società di svilupparsi in un rapporto dialogante. Lo Stato non deve soffocare l’iniziativa libera, ma deve cercare di valorizzarla». Così ha detto il cardinale a tempi.it, a margine di una celebrazione in una parrocchia della Brianza
Domani la terna di nomi selezionata dai cardinali verrà consegnata al papa Benedetto XVI, che può scegliere in piena autonomia. Insieme al patriarca di Venezia Angelo Scola, indicati anche il vescovo di Rimini Francesco Lambiasi e monsignor Aldo Giordano, Osservatore della Santa Sede al Consiglio d'Europa
A mezzogiorno è uscito il bollettino della Santa Sede che indica il card. Angelo Scola come nuovo arcivescovo di Milano, dopo Dionigi Tettamanzi. Ripubblichiamo un'intervista del 2007 del direttore Luigi Amicone all'allora patriarca di Venezia. Scola: «Questo paese ha bisogno di ritrovare la grande tradizione che si è interrotta negli anni 70. Quando il gratuito era alla radice dell’impegno e la politica era radicata fra la gente»
Gian Guido Vecchi, vaticanista del Corriere della Sera, spiega a Tempi perché la nomina di Scola non ha precedenti: «E' il nome che il Papa aveva in mente fin dall'inizio ma mai un patriarca se ne è andato da Venezia per diventare arcivescovo di Milano. Per le scelte cruciali del suo pontificato Benedetto XVI sceglie solo persone che conosce di persona e stima»