Non è vero che le buste che hanno portato all'annullamento erano trasparenti. Lo hanno dimostrato il direttore dell'ufficio scolastico e l'assessore all'istruzione lombardo. Infatti in Emilia-Romagna un medesimo ricorso era stato respinto
«Avremo 13mila alunni in più, ma gli stessi docenti di un anno fa», il direttore dell'Usr Giuseppe Colosio spiega le sue preoccupazioni dopo la sentenza del Tar sulle buste del concorso: «Non c'è stata alcuna violazione dell'anonimato»
Reclutamento diretto e valutazione dei docenti. Autentica parità. Integrazione con il lavoro. Quanta emergenza educativa si risolverebbe con meno Stato. Intervista a Fabrizio Foschi (Diesse)
Pagine e pagine di giornali che invocano il merito e la trasparenza, ma ormai non c'è più concorso o gara che non abbia il suo ricorso. È la grande ipocrisia nazionale di chi non accetta la sconfitta (anche quella ingiusta)
Il sottosegretario all'Istruzione Marco Rossi Doria anticipa a tempi.it il lavoro sulla scuola: «Niente paura per gli insegnanti precari che perderanno il concorso: manterranno comunque il posto in graduatoria».
In un'intervista al quotidiano Avvenire, il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo mette chiarezza sui nuovi concorsi del 24 settembre: «Erano tredici anni che non si facevano concorsi di inserimento».
L'ex ministro dell'Istruzione sulle misure portate avanti da Profumo: «Il nuovo bando è positivo, ma si dovrebbe pensare anche ai giovani iscritti ai Tfa»
Tfa più o meno speciale, concorsi "svuota graduatorie", un testo sul problema del "merito" che non soddisfa nessuno e sullo sfondo un'autonomia scolastica che fatica a realizzarsi.
Intervista a Fabrizio Foschi (Diesse): «Il capo dipartimento del ministero dell'Istruzione Lucrezia Stellacci avrà anche ragione, ma dovrebbe dirci dove sono distribuiti i 41.503 docenti. Nel 2008 anche il ministro Gelmini lanciò l'allarme, ma erano solo 700».
Il Ministero dell'Istruzione pubblica sul suo sito un comunicato stampa in risposta alle accuse dei giorni scorsi: «La cifra citata da alcuni organi di stampa deriva da un’operazione di sottrazione tra “pere” (numero degli insegnanti) e “mele” (numero dei posti) chiaramente errata».