Supercafoni col telefonino

Il bicchiere. Enogastronomia politica

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“Col telefonino siamo più soli” titolava Repubblica la lettera di una signora che era rimasta colpita, in un viaggio in treno, per l’assenza di comunicabilità con i compagni di viaggio. I nuovi cafoni sono i ragazzotti che inviti a cena e che durante una conversazione attaccano a parlare del più e del meno col telefonino. Non si allontanano dal desco. Stanno lì, davanti a te, a parlare di amenità col perditempo che c’è all’altro capo del cellulare, che immancabilmente chiama all’ora di cena e senza dubbio neppure chiede “Disturbo ?”. I giornali hanno dato la notizia che i telefoni cellulari avrebbero superato i telefoni fissi. E poi volete che un ministro come Visco non si accanisca sugli italiani che, quasi da presa per il naso, stanno portando la spesa per la telefonia mobile tra le prioritarie di una famiglia? Sul sito www.clubpapillon.it il telefonino al ristorante è tra le prime, nella classifica delle cinque cose per cui non vale la pena omologarsi a tavola. Dà fastidio alla gente, mangiare a fianco del cafone di turno che crede di dimostrare qualcosa che vale con una conversazione a disposizione di tutti. Il telefonino è un segno dell’imborghesimento di questa società, che ancora una volta issa steccati, impedisce di comunicare, anche attraverso il cibo. Certo farà sorridere questa presa di posizione, soprattutto chi il telefonino lo usa per lavoro; la denuncia però non è tanto al telefonino, quanto alla scarsa educazione, alle generalizzata maleducazione soprattutto dei giovani rampanti… dell’effimero. Il telefonino al ristorante è come lui e lei che si baciano davanti all’amica, come se quella presenza contasse nulla e fosse lì da violare con un disagio gratuito. A un cellulare che si spegne con educazione, alla ripresa dei rapporti civili, dedico la Malvasia delle Lipari Hauner 1996. Dopo tanti anni, ha ricominciato a entusiasmarmi. È un vino da ascoltare, fin dai toni arancio del colore, dal profumo di agrumi, dal gusto morbido, dolce avvolgente. Prodotti così, li chiamano “vini da meditazione” o “da conversazione”. Senza cellulare, naturalmente. (massolon@tin.it)

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