Stato dell’oppio

Simplicissimus

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Eroina di Stato=Stato eroinomane. Proprio come diremmo: sesso di Stato=Stato sessuomane (ma con molta più stima mia per i sessi). L’oppio dei popoli, usava dire, è la religione. Oggi non usa più, ma non per eccellenti ragioni. Infatti in questo disuso c’è dimenticanza del lato tagliente di questa definizione: l’affermare che l’oppio dei popoli, e degli individui, non è l’oppio ma una cultura-oppio (sorvoliamo se questa cultura sia la religione o un’altra), cioè certe idee, un modo di vita e di produzione non solo della ricchezza ma anche della miseria, un’organizzazione del sapere e soprattutto dell’ignoranza, un modo di parlare e spesso di non far parlare che sfiora l’analfabetismo e che mi fa dire che, almeno in televisione, si promuove l’analfabetismo di andata. In televisione, almeno in certi programmi, si parla come i drogati: un parlare misero, coatto, querulo, pretenzioso, pseudomodesto, dozzinale, offensivo anche per i timpani, profondamente frivolo (in psichiatria si direbbe “maniacale”). Nei drogati mi è difficile trovare del buono, salvo questo: essi fanno il verso allo Stato di oggi, come un buffone di corte che svillaneggia un Principe sadomasochista facendogli da specchio, e anche di più: corrompendolo ulteriormente. Droga di Stato da Stato drogato.

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