L’Italia avrebbe tutto da perderci rispetto agli altri Stati e finirebbe per sottostare al volere delle tecnoburocrazie di Bruxelles. Meglio mantenere un giusto equilibrio tra Ue e Stati Uniti
Un grande ombrello con i colori della bandiera europea alla manifestazione "Una piazza per l'Europa", Roma, 15 marzo 2025 (foto Ansa)
Il mio amico Robi Ronza sostiene che fra le conseguenze virtuose degli Stati Uniti d’Europa ci sarebbe la riattivazione dei rapporti fra regioni adiacenti oggi appartenenti a stati diversi e centralizzati che hanno reso difficoltosa la naturale integrazione prefigurata dalla geografia e da affinità antropologiche: la Francia meridionale ritornerebbe a privilegiare gli scambi con l’Italia nord-occidentale, il mondo germanofono si disarticolerebbe nelle sue tre componenti - renana, “prussiana” e bavarese – e quest’ultima alimenterebbe rapporti preferenziali con l’Italia nord-orientale, eccetera.
La prospettiva è suggestiva, ma io resto molto scettico. Temo che negli Stati Uniti d’Europa – dei quali l’Esercito europeo (scriviamolo con la maiuscola un po’ per ironia e un po’ per avvertire dell’importanza estrema della cosa) sarebbe la prima istituzione compiuta dalla quale gemmano le altre, comprese quelle che all’esercito devono impartire gli ordini – gli interessi nazionali italiani sare...
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