Stasera in tv Scusa ma ti voglio sposare, dialoghi e scene d’amore per nostalgici dei fotoromanzi

L’ultimo film di Moccia è un tripudio di stereotipi, scene improponibili e un finale degno del miglior Harmony

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Su Sky Cinema 1 ore 21.10 è il turno di Scusa ma ti voglio sposare. E quasi quasi ti viene voglia di disdire l’abbonamento. È sabato, fuori piove e la voglia di uscire è poca ma questo film ti scatena l’istinto di uscire e urlare sotto la pioggia: «Noooooo!». Il sequel di Scusa ma ti chiamo amore ritrova i due protagonisti, Michela Quattrociocche e Raul Bova, nei panni dei due fidanzati con vent’anni di differenza che però si amano nonostante tutto. Ma l’amore secondo Moccia non è mica tutto rose e fiori e così ci vuole un altro film per raccontarci gioie e dolori di Niki e Alex (un minuto di silenzio per i nomi).

TROPPO DIFFICILE. Mentre i suoi coetanei si divertono, Niki frequenta l’università ma poi arriva la proposta di matrimonio e lei, urlante come l’avevamo lasciata, accetta. Ma i preparativi del matrimonio non sono divertenti come una serata in discoteca, tanto che Niki decide di fuggire verso la calda Ibiza con un corteggiatore coetaneo. Ma state tranquilli, non tornerà incinta di un altro, anzi il finale regalerà punte che nemmeno l’Harmony negli anni ruggenti. Ma prima di arrivare alla degna conclusione, si passa attraverso un mare di stereotipi, dialoghi improponibili, universitari e pubblicitari che non sono mai esistiti e scene d’amore che fanno rimpiangere i fotoromanzi di Cioè.

LATO POSITIVO. Ma anche scorrendo queste sequenze si possono trovare almeno tre note positive: la prima è che Federico Moccia da allora (2010) non è più tornato dietro la macchina da presa, la seconda è che non c’è stato un terzo episodio della saga dell’amore a tutti costi. La terza? Qualsiasi storia adolescenziale al confronto sembrerà la nuova Via col vento. Lasciate stare il buon Raul e la bella Micaela e fatevi due risate con Lino Banfi e L’allenatore nel pallone su Iris alle 21.00

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