Stasera in tv c’è Sex and the City, piuttosto esco a cena con una Femen

Su Rai Movie va in scena il trionfo della pubblicità occulta alla moda che nessuno può permettersi. Del telefilm cult rimangono solo un paio di altissimi tacchi

Alle 21.10 su Rai Movie va in onda il film Sex and the City. Sottotitolo, trovatevi di meglio da fare. Sopratutto voi, amanti della serie tv cult che ha ispirato questo film che di cult non ha niente. Qui vige la regola dell’inutile scintillio di abiti, scarpe, lusso, sesso e solidarietà femminile che traballa ma alla fine vince.

OPERAZIONE RICICLO. Niente a che vedere con la serie creata da quel geniaccio di Darren Star (già autore di Beverly Hills 90210, che Dio lo protegga) che dalla fine degli anni Novanta al 2004 ha tenuto incollate agli schermi tv migliaia di ragazze (e insospettabili ragazzi) che sognavano la vita dell’editorialista Carrie e delle sue amiche, la svampita Charlotte, la risoluta Miranda e la festaiola Samantha. Poi è arrivato il successo mondiale e da lì l’idea di spremere i personaggi come limoni di Sicilia per guadagnare il più possibile. Ecco quindi servite in 16:9 le avventure delle quattro ragazzotte ormai sulla soglia della menopausa, con molte rughe in più ma con gli stessi vestiti che indosserebbe una trentenne.

MODAIOLA. Ma la moda, a dirla tutta, è l’unica nota positiva della pellicola, tra matrimoni che saltano come pop-corn, le corna avanzano, il sesso langue (ma è solo una questione di tempo) e le amiche si rivelano un po’ stronzette. Il tutto, sullo sfondo di una regia patinata che sembra urlare dallo schermo “cool”, “glamour”, “fashion”. L’unica consolazione sono i vestiti e scarpe, come quelli che Carrie deve portare via con sé nella sua nuova casa, che dividerà assieme al compagno eternamente indeciso Mr. Big. E pensate un po’, quando trovano quella dei loro sogni, Carrie baratta un anello di fidanzamento in cambio di una cabina armadio che farebbe invidia a qualsiasi super designer milanese. Così, dopo un’estenuante visione di 140 minuti di paturnie amorose, lacrime, parti da reality show, visioni aeree di New York che farebbero girare la testa a un piccione, finalmente arrivano i titoli di coda. Ora potete tornare a casa e, se avete bevuto troppi Cosmopolitan, prendete un taxi (rigorosamente in punta di finte Manolo Blahnik).