Stamina. Morta Sophia. Vannoni: «Colpa della legge». Il padre vorrebbe far causa per “omicidio volontario”

La bambina era affetta da Sma1. Il fondatore di Stamina Foundation incolpa il Parlamento. Il padre sarebbe pronto a fare causa agli Spedali Civili di Brescia e al ministero della Salute

È morta Sophia Maria Pirisi, una delle bambine che avevano richiesto di essere trattate con il metodo Stamina. Lo ha detto all’Adnkronos il fondatore di Stamina Foundation, Davide Vannoni che poi ha subito incolpato dell’accaduto «questa legge che impedisce di fatto un ampliamento delle possibilità di cura compassionevoli».
Sofia, affetta da Sma1, l’8 aprile scorso aveva vinto un ricorso in tribunale per accedere all’iniezione di staminali d’urgenza a Brescia secondo il metodo Stamina.

«La piccola – ha detto Vannoni – è morta lo scorso 2 giugno, senza essere riuscita a ottenere la cura, perché agli Spedali Civili di Brescia non c’era posto e non c’era possibilità di ampliare gli accessi». Vannoni ha usato parole molto pesanti: «Con il testo precedente (della legge, ndr), bocciato dal Parlamento, si sarebbe potuto invece ampliare la possibilità di offrire la cure. Ora è tutto sulle spalle degli Spedali Civili di Brescia, che non sono in grado di dare risposte sufficienti e si è creata una lista d’attesa lunghissima». Il padre di Sofia, un uomo di 43 anni di Bracciano, ha riferito Vannoni, avrebbe deciso di far causa «per omicidio volontario» agli Spedali Civili e al ministero della Salute. Lui stesso ha poi confermato alle agenzie che «prenderà provvedimenti contro l’ospedale e il ministero».