Stamina, Lorenzin: «La tv ha una responsabilità grandissima»

Il ministro della Salute: «Faremo chiarezza sull’ingresso di un metodo non brevettato in una struttura pubblica. L’informazione entra nelle case della gente e dovrebbe essere corretta»

La trasmissione di Rai tre Presadiretta parlerà stasera sulla vicenda di Stamina. Centrale sarà la testimonianza di Nicola De Matteis sulla figlia Nicole, affetta da tetraparesi spastica e “curata” con il metodo Stamina (vicenda di cui tempi.it ha parlato qui). A Presadiretta il padre di Nicole – la cui testimonianza è agli atti dell’inchiesta in corso a Torino per truffa a Davide Vannoni e altre 11 persone – ha aggiunto un tassello sulla “sperimentazione” di staminali alla figlia. «Dopo la prima infusione a Trieste fatta dal dottor Andolina senza anestesia – ha raccontato De Matteis – la bambina ha cominciato a vomitare, al punto che l’abbiamo dovuta portare in ospedale a Torino, ma ai medici dell’ospedale non abbiamo detto cosa era stato davvero fatto alla piccola. Perché ho chiamato Vannoni chiedendogli come mi dovevo comportare. Lui mi disse di non dire niente, perché altrimenti avrebbero bloccato tutto. Noi volevamo finire le cinque punture, perché il dottor Vannoni ci aveva detto che andava fatto il ciclo completo perché facessero effetto». Oggi, amaramente, De Matteis invece si chiede: «Io non capisco le persone che si tolgono il sangue per avere Stamina, davanti al Parlamento. Noi abbiamo speso 50mila euro e mia figlia è ancora lì sulla carrozzella».

LORENZIN: «CHIAREZZA SU BRESCIA». Si chiede il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: «Com’è possibile che un metodo che non sia stato né brevettato né sperimentato sia potuto entrare in una struttura pubblica italiana? Anche su questo dovremo fare chiarezza». Lorenzin ha sottolineato che nei prossimi giorni inizieranno i lavori del Comitato scientifico che dovrà rivalutare il metodo Stamina, e ha ipotizzato la possibilità di un esposto per truffa ai danni dello Stato, se dovesse emergergere che al ministero e agli Spedali di Brescia Vannoni ha consegnato due protocolli diversi. Poi ha puntualizzato: «La televisione italiana ha una responsabilità grandissima in questa vicenda. L’informazione entra nelle case della gente e dovrebbe essere corretta, tanto più quando si tratta di salute. Si possono generare speranze. I media hanno una responsabilità enorme e dovrebbero fare una seria riflessione, non si può pensare solo allo share».