Spread, Pil, lavoro? Ma no. Coi grillini il parlamento si occuperà di detersivi fatti coi limoni e coppette mestruali [link url=https://www.tempi.it/videogallery/i-grillini-che-arriveranno-in-parlamento#.USdk01pYQWM]Video[/link]

I programmi e gli intenti della capolista del Movimento di Grillo nel Lazio. Idee chiare su «boicottaggio, autoproduzione e baratto». Un po’ meno sulle pensioni: «sono questioni abbastanza grosse…»

Si chiama Federica Daga ed è candidata col Movimento cinque stelle di Beppe Grillo (ha vinto le parlamentarie nel Lazio con ben 390 voti). È capolista alla Camera nel Lazio e in Parlamento ci andrà sicuramente. A fare cosa è presto detto e basta vedere il video che ha postato su Facebook per spiegare i suoi intenti. Fontanelle, limoni per produrre detersivi, impegno per piantagioni di aloe arborescens e moon cup (la coppetta mestruale, un contenitore riutilizzabile che sostituisce gli assorbenti).

Sul suo profilo, Daga si presenta come «diplomata, lavoro in piccoli studi e per 10 anni come consulente informatico». Ha iniziato a far politica «dal supermercato» e «mi informo e informo sull’importanza dell’acquisto di prodotti secondo principi solidali e di equità via consumo critico, boicottaggio, autoproduzione e baratto, uso la bici in città e bevo acqua san rubinetto. Attiva per No-Tav, Comitato Settimo Non Incenerire, Rifiuti Zero, Massa Critica, incontri pubblici su Acqua Pubblica, Rifiuti, Agricoltura, Decrescita Felice, 2 V-day, diritti umani, abitare».

Se eletta (e lo sarà) si propone di «polverizzare la spesa pubblica per le Grandi Opere Inutili e le spese militari e rigirarle a favore di opere Utili, per una maggiore vivibilità dei luoghi». «È dato per scontato – aggiunge – che continuerò a battermi a favore di una rivoluzione culturale, passando per l’antimafia, l’annullamento della corruzione, il rispetto della Costituzione, la rieducazione dopo 30 anni di follia ad occuparci di ciò che ci riguarda senza più delegare, il raggiungimento di uno stile di vita sostenibile a livello globale. Comunque sia, entrare nelle Istituzioni non è il fine, ma solo uno dei tanti mezzi che come cittadini possiamo utilizzare per far valere le nostre ragioni. Se ne entra anche uno solo, entriamo tutti!!! Voglio proseguire in questo cammino».

È stata intervistata tempo fa dall’Huffington post. Ecco alcune delle sue risposte.
Se si fosse trovata in Parlamento ad affrontare un argomento come quello delle pensioni cosa avrebbe fatto?
Ma cosa vuole che le dica, sono questioni abbastanza grosse… Che sia io a dover dire cosa deve fare ad uno di sessant’anni… Sono convinta che la partecipazione potrà risolvere anche questo.
Ma intanto, in Parlamento, lei dovrà mediare con Ichino, Fassina, Maroni…Che si fa? Con loro, ma anche con i cittadini. I cittadini possono spostare la politica.
In un paese di sessanta milioni di persone? Come? Non lo so, non ho mica tutte le soluzioni adesso! Ci possono essere delle situazioni come ci possono non essere delle situazioni.
Cosa votava prima del Movimento cinque stelle?
Sono torinese e antifascista culturalmente. Votavo Rifondazione. Ma se avessi dovuto scegliere un altro simbolo avrei votato No tav per sempre.
Quindi no alle grandi opere?
Esattamente. Sono soldi distratti ai cittadini dalle banche e dalle solite lobby.