Spiderman

“Il film appare più fragile di una ragnatela”

Uno studente, morso da un ragno modificato geneticamente, scopre di avere poteri straordinari.

Così così. Il film che dovrebbe far sfracelli al botteghino di quest’estate non convince. Eppure, le premesse per un grande film c’erano tutte: un soggetto intrigante, un regista di talento (Raimi è l’autore de La casa e dello splendido Soldi sporchi), uno sceneggiatore tosto (David Koeep, scrittore per Carlito’s Way), effetti speciali garantiti. Con tutto questo, Spiderman appare molto più fragile di una ragnatela. Soffre di scompensi vistosi (la fase preparatoria è troppo lunga rispetto allo spazio lasciato alle gesta del super eroe), i personaggi sono poco più che abbozzati, alcune scene chiave poco approfondite (tutta la sequenza del costume dell’eroe). Ironia e citazioni, certo non mancano, e Raimi sa fare il suo mestiere, per cui il film è a tratti divertente, ma su tutto pesa la sensazione del già visto (compresi gli effetti speciali, assolutamente nella norma). Un passatempo che non dice nulla ai profani di fumetti e che invece farà arrabbiare molto chi per i fumetti perde la testa. Cast scialbo: Maguire è perfetto solo nel ruolo dello sfigato, Defoe brutto anche senza trucco, la Dunst è brava quanto bella. Cioè poco, decisamente poco.

di S. Raimi

con T. Maguire, W. Defoe