Spagna. Promossa dal governo l’attivista che giustifica il rogo di chiese

Beatriz Gimeno, dal 2003 al 2007 a capo della Federazione Lgbt spagnola, è stata nominata direttrice dell’Istituto per le donne e la parità. In un articolo del 2013 giudicava comprensibile che durante la guerra civile spagnola venissero bruciate le chiese

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Se c’era bisogno di una conferma sulla forte componente anticattolica del nuovo governo spagnolo, la nomina di Beatriz Gimeno a direttrice dell’Istituto per le donne e la parità l’ha fornita. Gimeno è stata presidente della Federazione Lgbt spagnola dal 2003 al 2007 e ha fatto parte della squadra governativa di Podemos nell’esperienza alla guida della regione autonoma di Madrid. È il ministro dell’Uguaglianza Irene Montero, membro di Podemos, che ha proposto Gimeno alla guida dell’istituto governativo.

«LA CHIESA ERA COSÌ ODIATA DA TUTTI»

Ciò che preoccupa i cattolici riguardo alla nomina di Gimeno, però, è l’articolo che la neodirettrice firmò nel 2013 su Eldiario.es, nel quale giustificò la persecuzione anticattolica avvenuta durante la guerra civile spagnola degli anni Trenta. «In quei paesi dove la Chiesa (o le chiese) si trovano sullo stesso piano delle libertà di tutti gli altri, nessuno sente il bisogno di bruciare le chiese», scrisse. «Ma questo non è il nostro caso. Il profondo disgusto che molte persone provano qui per la Chiesa cattolica è giustificato. Qui la religione non è mai stata una scelta personale, vissuta liberamente e pacificamente, ma un’imposizione calata dall’alto dalle strutture dello Stato».

La Chiesa al tempo, continua la neodirettrice dell’Istituto per le donne e la parità, «era un’istituzione così odiata dalla classe lavoratrice, dai contadini e dalla maggioranza degli intellettuali che, appena si è accesa la scintilla, la gente è accorsa a bruciare le chiese».

INCITAMENTO ALL’ODIO

E cos’altro avrebbero dovuto fare davanti a un «mostro», cioè la Chiesa, che cerca di «dominare» la società e «imporre» le sue rigide regole sessuali, mentre non riesce a risolvere i problemi della povertà e della disuguaglianza? Come riportato dalla Catholic News Agency, ora che Gimeno è stata nominata nell’istituto governativo, l’associazione degli avvocati cristiani spagnoli l’ha denunciata per incitamento all’odio contro i cattolici.

ESPROPRIARE I BENI DELLA CHIESA CATTOLICA

Vedremo come finirà. Di sicuro sono più che confermati i timori dei vescovi all’indomani della nascita, il 7 gennaio, di uno dei governi più a sinistra della storia spagnola. La coalizione formata da socialisti e Podemos si è impegnata nero su bianco a legiferare su una serie di «politiche femministe», nonché per «una morte dignitosa e l’eutanasia», la demolizione dell’insegnamento della religione a scuola e «la semplificazione del recupero di beni registrati indebitamente alla Chiesa».

«La Chiesa non è in cerca di privilegi ma nemmeno desidera essere discriminata», ha detto il vescovo Luis Argüello, segretario generale della Conferenza episcopale. «Il nostro welfare state dipende dal ruolo attivo della Chiesa spagnola nell’educazione, nella sanità, nei servizi sociali e nell’assistenza agli anziani. Anziché considerarla un residuo del passato o un ammasso di privilegi, le autorità dovrebbero valorizzare con generosità e solidarietà la sua opera».

Foto Ansa