Sorrentino continua la lunga strada verso gli Oscar

Il regista si dice contento degli “Oscar” europei. Ma è troppo scaramantico per fare previsioni sugli Oscar americani

Paolo Sorrentino festeggia la vittoria della Grande Bellezza agli Efa, gli Oscar europei del cinema. Sbaraglia nomi grossi come La migliore offerta di Giuseppe Tornatore, Oh boy di Jan Ole Gerster e la Vita di Adele, vincitore della Palma d’Oro all’ultimo Festival di Cannes. E vince il premio per miglior regista, miglior attore (Toni Servillo), miglior film e anche miglior montatore. Sorrentino è felicissimo ovviamente, ma non vuole sbilanciarsi in vista degli Oscar della prossima primavera. Il lancio della Grande bellezza nelle sale americane è andato bene, il pubblico d’oltre oceano lo apprezza pur trattandosi di un film molto italiano, ambientato a Roma.

SORRENTINO E SERVILLO.“Credo che La grande bellezza, anche se parla di Roma, abbia un linguaggio universale e infatti, oltre che in Italia, è andato bene nelle sale della Germania, della Francia, dell’Olanda. È sempre difficile capire le reazioni e le motivazioni di tanti spettatori, così diversi, ma si tratta di un film coraggioso che offre anche un sommesso suggerimento ai produttori e a chi fa cinema. Dice che occorre battere la strada del coraggio”. Da scaramantico quale ammette di essere, Sorrentino non si vuole entusiasmare troppo. “Lasciamo stare”, chiosa semplicemente. Toni Servillo nel frattempo continua a voler lavorare con Sorrentino, ormai coppia fissa in molti altri film. “I personaggi della Grande bellezza sono accomunati dall’essere arrivati all’apice del successo e poi averlo perso. Sono tutte persone che dalla vita hanno avuto molto ma Sorrentino sa raccontarle nel momento di loro massima debolezza. D’altronde la bellezza è effimera, una volta che la vedi già non ce l’hai più”.