Per i media è una Barbie Maga bigotta, per i conservatori un'eroina, per molti una transfoba. Ritratto della giocatrice degli Indiana Fever che ama il basket ma soprattutto la verità
La guardia delle Indiana Fever Sophie Cunningham durante il primo tempo di una partita di basket Wnba tra le Indiana Fever e le Atlanta Dream all'Atlanta Dream di Atlanta, Georgia, Usa, 22 maggio 2025 (foto Ansa)
Sta scatenando un terremoto la presa di posizione di Sophie Cunningham, guardia degli Indiana Fever, sulla presenza di atleti transgender nello sport femminile. Alla fine di un lungo e intimo profilo pubblicato su ESPN, il più grande network sportivo americano, tra aneddoti, battute e ricordi di bambina, la cestista ha pronunciato parole che suo malgrado hanno finito per incendiare gli Stati Uniti: «Ho ricevuto molti feedback negativi sul fatto che odio le persone trans, ma non l’ho mai detto nemmeno una volta. […] Penso anche che l’amore sia verità, sia onestà. E voglio che negli spogliatoi le ragazzine siano protette, senza doversi trovare a competere contro chi biologicamente è un uomo».
Sophie Cunningham divide il basket
L’articolo è ormai datato 21 luglio, eppure più passano giorni, più la polemica si gonfia e si arricchisce di nuovi intriganti tasselli. Dentro e fuori i palazzetti, le ultime sfide dei Fever si sono trasformate nel ring di una contrapposizione identitaria, pur se ...
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