Sondaggi in ribasso e i progetti da film di Corrias

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Piange il telefono A domanda via telefono si risponde semre meno. È iniziato il declino del fenomeno sondaggi? L’allarme è scattato negli Stati Uniti dove il 46 per cento degli intervistati si rifiuta di rispondere a indagini telefoniche, percentuale che lievita al 58 per cento se l’intervista passa i venti minuti senza che sia previsto un omaggio. Pur non toccando quelle magnifiche vette, una certa presa di distanza dall’imperversare un po’ burino della logoca del sondaggio su tutto, è in crescita anche in Italia. Insomma, sembra prevalere un certo senso di stanchezza. Come ci conferma il massmediologo Francesco Siliato: “Il dato politico è che va scemando la complicità con questo sistema. Ormai, mancando la gratificazione personale il sondaggio è vissuto come una perdita di tempo. E quando si accetta la conversazione a prevalere è il sentimento della vendetta. Allora, ad esempio, alla domanda telefonica per quale sindaco ho votato, rispondo senza alcun problema con una bugia. Così i sondaggisti vengono presi per i fondelli. E con loro tutta la macchina”. Dai e dai, probabilmente siamo arrivati allo smascheramento di un rapporto, anzi di un non rapporto diabolico. “Già, il sondaggio è la tipica forma di finta comunicazione. Importante è averlo capito. Meglio tardi che mai”, chiosa soddisfatto Siliato.

Meno Stampa più fiction La televisione farà anche schifo però paga bene. Questo raffinato ragionamento deve esser passato per la testa del giornalista Pino Corrias che ha lasciato il quotidiano La Stampa per scrivere fiction televisiva per Raiuno. I lettori del foglio torinese perdono una delle penne più brillanti ed efficaci (davvero belle alcune sue interviste a tutto campo). I telespettatori di Raiuno invece trovano uno sceneggiatore impegnato nella stesura dei testi della nuova serie di “Ultimo”, lo sceneggiato campione di ascolti con protagonista Raoul Bova. C’è anche da dire che il buon Corrias medita di fare i conti anche con il grande schermo. Non certo cimentandosi come attore, ma sempre come professionista del racconto.

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