Siria. Fallisce la liberazione dei cristiani: «Oltre 200 ancora ostaggi dell’Isis»

Lo ha dichiarato il nunzio della Siria, monsignor Zenari: «Sono stati portati al sicuro tra il 5 e il 6 marzo. I miliziani volevano usarli come scudi umani»

siria-cristiani-assiri-rapiti1Aggiornamento: la liberazione non è andata a buon fine e oltre 200 persone restano ostaggio dell’Isis, secondo quanto dichiarato ancora da monsignor Mario Zenari.

«Almeno 52 famiglie cristiane sono state liberate senza il pagamento di alcun riscatto». È quanto dichiara ad AsiaNews monsignor Mario Zenari, nunzio apostolico in Siria, parlando dei cristiani assiri rapiti dallo Stato islamico a fine febbraio nel nord del Paese.

IL RAPIMENTO. I jihadisti dell’Isis avevano attaccato il 23 febbraio i 35 villaggi assiri che si snodano lungo il fiume Khabur. Nei giorni seguenti avevano rapito diverse centinaia di cristiani. Di questi, almeno 23 erano già stati rilasciati, anche se padre Antranig Ayvazian aveva dichiarato già a fine febbraio a tempi.it che «circa 65 persone sono state liberate».

«ANCORA 16 PRIGIONIERI». Ora, secondo quanto dichiarato dal nunzio apostolico, «restano nelle mani dei miliziani ancora 16 persone, la metà cristiani e gli altri curdi. I restanti sono stati liberati a metà della settimana scorsa, tra il 5 e il 6 marzo. I miliziani volevano usarli come scudi umani» per ripararsi dagli attacchi aerei.

OSSESSIONE. Nel fine settimana, i jihadisti hanno attaccato di nuovo i villaggi sulla sponda occidentale del fiume Khabur ma sono stati respinti dalle milizie curde, aiutate dai raid aerei americani. Uno degli uomini rilasciati nei primi giorni di marzo ha dichiarato: «Non ci hanno fatto del male. Volevano convertirci all’islam. Chiunque ci vedesse, ci diceva di farlo. Si concentravano solo su questo e ci facevano pressione».