Berlusconi. Dopo la condanna definitiva, cosa succederà al Cavaliere?

L’esecuzione della pena in carcere, ai domiciliari o ai servizi sociali. L’interdizione. Il ritiro dei passaporti. L’ineleggibilità e la decadenza dal Senato. Rischia perfino il titolo onorifico

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Ora che è passata in giudicato, diventando definitiva, la sentenza di condanna nei confronti di Silvio Berlusconi a 4 anni di reclusione per frode fiscale nel processo sui diritti Mediaset, cosa succederà al leader del centrodestra?

ESECUZIONE E SOSPENSIONE DELLA PENA. La cancelleria della Cassazione dovrà inviare a Milano l’estratto della sentenza, in modo da permettere alla procura meneghina di fare eseguire la pena. Dei quattro anni totali previsti da quest’ultima, però, Berlusconi ne dovrà scontare soltanto uno perché tre sono coperti da indulto. Insieme all’ordine di esecuzione della pena la procura di Milano ne emetterà anche uno di sospensione perché, come spiega il Corriere della Sera, «in base alla legge Simeone-Saraceni del 1998 in questo lasso di tempo Berlusconi potrà scegliere se chiedere la misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali oppure della detenzione domiciliare». Sommando la sospensione della pena a quella dei termini di legge dovuta al periodo feriale (fino al 15 settembre), il Cavaliere dovrebbe avere tempo fino al 16 ottobre per scegliere il suo destino.

NIENTE CARCERE. In ogni caso Berlusconi non dovrebbe finire in carcere «sia perché – spiega sempre il Corriere – ha più di 70 anni, sia perché mesi fa, nel caso del direttore del Giornale Alessandro Sallusti, il procuratore milanese Edmondo Bruti Liberati ha interpretato una norma della legge svuota-carceri Alfano-Severino in modo tale da collocare ai domiciliari anche il condannato che (con pene da espiare sino a 18 mesi) non chieda misure alternative».

I PASSAPORTI. Dopo che la procura di Milano avrà messo in esecuzione la pena, la questura che lo ha emesso chiederà a Berlusconi di restituire il passaporto ordinario. In quanto ex premier, tuttavia, il Cavaliere possiede anche un passaporto diplomatico, della cui pratica dovrà occuparsi il ministero degli Esteri, attualmente guidato da Emma Bonino.

L’INTERDIZIONE DAI PUBBLICI UFFICI. Confermando la condanna di Berlusconi, ieri la Corte di Cassazione ha però annullato nei suoi confronti la pena accessoria dei 5 anni di interdizione dai pubblici uffici comminatagli dalla Corte di appello di Milano. Non si tratta di un annullamento definitivo: la stessa Corte di appello di Milano dovrà celebrare un nuovo processo per ricalcolare l’interdizione, che secondo il pg della Cassazione deve essere ridotta da 5 a 3 anni. Il ricalcolo della pena accessoria comunque richiederà molto tempo poiché anche questa procedura sarà appellabile sempre in Cassazione da parte dei legali di Berlusconi.

INELEGGIBILE. Interdizione o meno, nel frattempo, in ogni caso, Berlusconi non sarà più candidabile alle elezioni. E questo a causa del decreto legislativo varato il 31 dicembre 2012 dal governo Monti, che all’articolo 1 recita: «Non possono essere candidati e non possono comunque ricoprire la carica di deputato e di senatore coloro che hanno riportato condanne definitive a pene superiori a 2 anni di reclusione, per delitti non colposi, consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni».

INCOMPATIBILE? Per di più, una volta che la procura di Milano avrà comunicato al Parlamento la condanna del senatore Silvio Berlusconi, scoppierà la bagarre politica sulla sua incompatibilità con la carica elettiva. Lo stesso decreto legislativo del governo Monti che dichiara il Cavaliere ineleggibile, infatti, impone anche che, nel caso in cui un parlamentare in carica sia condannato in via definitiva, come è capitato appunto a Berlusconi, «la Camera di appartenenza delibera ai sensi dell’articolo 66 della Costituzione». E l’articolo 66 della Costituzione recita: «Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità». Insomma, la decadenza di Berlusconi dalla carica di senatore sarà deciso con il voto del Senato. Si può immaginare che non sarà esattamente un voto sereno.

IL TITOLO DI CAVALIERE. Come segnalano i quotidiani, in seguito alla condanna definitiva da parte della Cassazione, Berlusconi potrebbe perdere anche il titolo di Cavaliere. A quanto pare, un regolamento della Federazione nazionale dei Cavalieri del lavoro prevede in questi casi la decadenza dei propri membri.

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