Shale boom tra attese e timori. Continui investimenti delle multinazionali, ma mancano elettricisti e saldatori

In Texas e Lousiana le major del petrolio programmano investimenti miliardari e promettono migliaia di posti di lavoro con l’estrazione del gas di scisto. Ma c’è carenza di manodopera e il costo del lavoro aumenta

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

La carenza di manodopera minaccia di rallentare il successo dello shale gas. In Texas e Louisiana, due degli Stati Uniti d’America più ricchi di giacimenti di gas d’argilla, non ci sono abbastanza saldatori, elettricisti e tecnici specializzati per far fronte alle richieste del mercato, soprattutto da parte delle major degli idrocarburi come Chevron, British Petroleum e Royal Dutch Shell. A riferirlo è un reportage dell’agenzia di informazione economico-finanziaria Bloomberg.

SALDATORI ED ELETTRICISTI CERCANSI. Secondo Peter Huntsman, Ceo della multinazionale di prodotti chimici Huntsman Corporation, la domanda di saldatori lungo la Costa del Golfo è «così elevata che potresti prendere ogni singolo cittadino della regione di Lake Charles in età compresa tra i 5 e gli 85 anni e insegnargli come saldare che comunque non avresti ancora sufficienti saldatori». Mentre secondo la texana Industrial Info Resources sono 36 mila i lavoratori qualificati di cui l’intera area avrà bisogno entro il 2016. Ciò a motivo dell’«aumento «senza precedenti durante gli ultimi 3 anni della produzione di gas e petrolio, soprattutto grazie allo shale». Tanto che alcune scuole, come il San Jacinto College di Pasadena, Texas, hanno iniziato a offrire corsi serali per saldatori dalle 22 alle 2 di notte. E il tasso di disoccupazione è inferiore alla media nazionale: il 5,7 per cento in Texas e il 4,5 per cento in Louisiana, contro il 6,7 per cento, come certifica l’Istituto nazionale delle statistiche sul lavoro.

INVESTIMENTI PER MILIARDI DI DOLLARI. La carenza di manodopera ha fatto in modo che i salari dei lavoratori in Texas e Louisiana siano aumentati rispetto alla media e così anche i loro benefits, contribuendo, però, ad aumentare anche il costo del lavoro. Ciononostante e nonostante i timori di una nuova bolla legata allo shale gas persistano nel dibattito statunitense, le compagnie petrolifere non sembrano intenzionate a ridurre gli investimenti: si stima, riferisce Bloomberg, che i progetti lungo lo Houston Ship Channel entro la fine del 2015 raggiungeranno i 35 miliardi di dollari, per un totale di oltre 260 mila nuovi posti di lavoro. E che in Louisiana ci siano in cantiere progetti infrastrutturali per un totale di 60 miliardi di dollari e 86 mila nuovi posti di lavoro. Sempre che lo shale confermi le attese di boom e non si riveli, invece, una bolla.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •