Se sei un islamista che si fa le canne, puoi commettere omicidi antisemiti

Nel 2017 in Francia Kobili Traoré ha ucciso e gettato dalla finestra Sarah Halimi, donna ebrea di 65 anni, gridando: «Allahu Akbar, ho ucciso Satana». Per i magistrati non è «penalmente responsabile» perché fumava 15 canne al giorno

Si fumava 15 canne al giorno e dunque non può essere ritenuto penalmente responsabile di un omicidio antisemita. È quanto sostiene il giudice istruttore che si sta occupando in Francia dell’omicidio di Sarah Halimi, donna ebrea di 65 anni, che il 4 aprile 2017 è stata massacrata di botte e gettata giù dalla finestra del suo appartamento parigino da Kobili Traoré.

«ALLAHU AKBAR, HO UCCISO SATANA»

Mentre la picchiava, Traoré recitava versetti del Corano e quando l’ha uccisa ha gridato: «Allahu Akbar! Ho ucciso Satana». L’omicidio ha suscitato una forte emozione in Francia, dove gli attacchi antisemiti sono cresciuti in modo esponenziale.

L’INCREDIBILE DECISIONE DEL GIUDICE ISTRUTTORE

Il 12 luglio, secondo quanto riportato da Le Parisien, il giudice istruttore ha dichiarato che ci sono «ragioni plausibili» per non ritenere Traoré penalmente responsabile. Il dossier è stato comunque rinviato alla camera istruttoria e ora toccherà alla corte d’appello decidere se l’uomo debba essere o meno rinviato a giudizio.

Su Traoré sono state fatte tre perizie mediche. La prima nel settembre 2017 del dottor Daniel Zagury, secondo cui l’uomo aveva una alterazione semplice, non tale da pregiudicare la sua capacità di intendere e volere. La seconda nel luglio 2018 di altri tre medici ha concluso in favore della sua non responsabilità penale, dal momento che l’uomo non era cosciente «degli effetti [della droga] che possono indurre il delirio». A marzo una terza perizia ha concluso, anche se in modo più sfumato, che l’uomo non può essere ritenuto responsabile.

Il 17 giugno la Procura di Parigi ha chiesto il rinvio a giudizio, basandosi sulla perizia del dottor Zagury, ma il giudice istruttore si è fidato delle altre due perizie. «È terribile, non si può dichiarare una persona irresponsabile penalmente solo perché ha fumato cannabis», ha dichiarato scandalizzato l’avvocato Muriel Ouaknine-Melki, che difende gli interessi del fratello della donna uccisa. «Questa decisione va contro il buon senso e ci batteremo davanti alla corte d’appello perché venga istruito il processo».

«NON È ANTISEMITISMO»

Il giudice istruttore in realtà è andato ben oltre. Ha infatti anche messo in discussione l’aggravante dell’antisemitismo. Secondo i magistrati, Traoré «ha pronunciato parole spesso incomprensibili o senza senso» e non si trova in lui un sentimento «cristalizzato» di rancore, odio o razzismo. «In un accesso di delirio profondo, non c’è la possibilità di selezionare le proprie vittime».

«TRAORÉ VOLEVA UCCIDERE UNA DONNA EBREA»

Secondo i magistrati, dunque, è per puro caso che Traoré ha massacrato una donna ebrea rivolgendole insulti antisemiti e gridando al pari di tutti gli islamisti «Allahu Akbar». L’avvocato del fratello di Sarah Halimi è comprensibilmente indignato: «Traoré voleva uccidere una donna ebrea. In Francia l’antisemitismo uccide e non ci si può permettere di non dare una risposta giudiziaria forte a simili atti. Bisogna assolutamente che venga istruito un processo».

Nel dicembre 2018 il premier francese Édouard Philippe ha diffuso l’ultimo inquietante rapporto sull’aumento degli atti antisemiti in Francia: nei primi nove mesi del 2018 gli attacchi sono cresciuti del 69 per cento rispetto al 2017. Come dichiarato da Yonathan Arfi, presidente del Crif, che riunisce le comunità ebraiche francesi, «dal 2000 abbiamo subito diverse centinaia di attacchi. Ma prima si trattava di scritte offensive sui muri, ora siamo passati all’assassinio di persone e al terrorismo. La natura dell’antisemitismo è cambiata in modo drammatico. Molti giovani si identificano con i palestinesi e considerano gli ebrei francesi colpevoli per quello che accade in Medio Oriente».

L’ANTISEMITISMO È OPERA DEI MUSULMANI RADICALI

Secondo il funzionario governativo Potier, «il nuovo antisemitismo è opera dei musulmani radicali, che usano i vecchi messaggi che lanciava anche l’estrema destra in passato». Hakim El Karoui, che lavora all’Institut Montaigne ed è stato consigliere del governo sull’antisemitismo, è «preoccupato della fuga degli ebrei da dipartimenti come Seine-Saint-Denis. La situazione si sta deteriorando. La comunità musulmana dovrebbe gridare forte che l’antisemitismo è inaccettabile, ma c’è invece molta omertà».

L’antisemitismo è molto diffuso anche a scuola. Come testimoniato a Tempi da Bernard Ravet, direttore per tre anni di tre collège pubblici nelle banlieue di Marsiglia e autore del libro Principal de collège ou imam de la République?, «l’antisemitismo nelle scuole è all’ordine del giorno: commenti come “gli ebrei si sono meritati la Shoah” o “Hitler ha fatto bene” sono ricorrenti. Una volta ho rifiutato l’iscrizione a un bambino ebraico per timore che non uscisse vivo dalla scuola».

LA FINE DI MIREILLE KNOLL

La morte di Sarah Halimi non è un caso isolato. Nel 2018 è infatti stata assassinata un’altra donna ebrea, Mireille Knoll, 85 anni, ritrovata accoltellata e semicarbonizzata nella sua casa parigina nell’XI arrondissement. Knoll era scampata al rastrellamento degli ebrei nel Vélodrome d’Hiver grazie al passaporto brasiliano della madre, ma è stata uccisa da 16 coltellate inferte da due ragazzi, un vicino di casa e un ragazzo senza fissa dimora, che prima di dare alle fiamme il suo appartamento hanno urlato «Allah Akbar».

È per la persecuzione e l’inerzia delle autorità francesi, che sempre più ebrei scappano dalla Francia: l’Agenzia ebraica in Francia parla di un esodo di 2.000 partenze nel 2012, 3.000 nel 2013, 7.231 partenze nel 2014 e oltre 8.000 mila nel 2015. Il tentativo dei magistrati di scagionare Traoré per il suo orrendo delitto non farà che peggiorare la situazione.