Se noi baroni, tu badrona

Alla c.a. di una ministra figlia di Maria, che nella sua non lieve arroganza e demagogia, ritenne essere il medico dissenziente, nient’altro che un barone figlio del padrone (e forse anche del Berluscone)

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Mi sembra doveroso portare a conoscenza la posizione espressa dalla Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Medicina e Chirurgia. I docenti delle Facoltà mediche, nel riaffermare le ragioni della complessiva opposizione e da sempre espressa al D.Lgs. 517/99 per il riordino dei rapporti tra SSN/Università, respingono con forza il tentativo strumentale in atto volto a far apparire come unica ragione di dissenso la supposta difesa di interessi corporativi connessa al ricorso legittimamente inoltrato alla Giustizia Amministrativa da numerosi docenti in riferimento all’opzione per l’attivit‡ assistenziale “extra intramoenia”, peraltro già subordinata a specifica disciplina universitaria. Come peraltro è stato in passato, i docenti sono a favore e senza equivoci della intra-moenia, ma con scelte chiare e strutture adeguate, oggi di fatto inesistenti. Il problema reale è che la normativa che si vuole applicare mette la Ricerca e la Didattica sotto il controllo dei Direttori generali, la cui nomina è di origine politica e può determinare così una grave compromissione dell’autonomia universitaria ed una pesante interferenza del potere politico sulle Università del Paese. Non si può dunque sottacere il danno culturale che può derivare allo sviluppo generale del Paese a seguito degli effetti negativi di un siffatto controllo sulla ricerca biomedica, che per il 65% è svolta dal sistema universitario. Le Facoltà di Medicina ritengono che il D.Lgs. 517/99 vada applicato sperimentando forme concrete che tengano conto della necessità di salvaguardare sia l’autonomia universitaria che lo stato giuridico dei docenti : il vero problema è quello di evitare di sovrapporre un ordinamento ospedaliero alla normativa universitaria, che comprende Medicina, ma anche Giurisprudenza, Economia, Scienze, etc. e che è rivolta a garantire la libertà di ricerca anche nei confronti del potere politico. Ove questi aspetti vengano corretti cadranno tutto le riserve sull’applicazione della normativa.

La Conferenza dei Presidi ha dichiarato il proprio impegno ad applicare il decreto secondo modelli che consentano di continuare il cammino già intrapreso sulla strada della modernizzazione delle attività formative e scientifiche, assicurando nel contempo, un’attività assistenziale di alto livello qualitativo. Per tale risultato è indispensabile che il potere politico abbandoni la strada della contrapposizione, dell’arroganza e della demagogia consentendo un clima che favorisca l’auspicato lavoro costruttivo e propositivo fra tutte le componenti interessate. A tal fine, si chiede che siano rapidamente messe in funzione adeguate strutture interne agli ospedali, anche destinando in modo vincolato a questo fine, per un anno, gli aumenti stipendiali del 2000.

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