Se gli italiani potessero avere un Flavio Briatore al mese

Benestante, possidente, con 1.300 euro ci fa la birra: «Io non so come si possa vivere», spiega, e lo dice all’Italia che 1.300 euro li vede col binocolo

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Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Figli delle stelle, pronipoti di sua maestà il denaro. Torna Flavio Briatore ed è subito scandalo: basta con gli spicci, ci vogliono i gran soldi. Con 1.300 euro al mese – dice – non si campa. Paperon de’ Paperoni con un solo decino riempie un deposito di fantastiliardi di dollari, Flavio Briatore – benestante, possidente, coniugato con la spiritosa Elisabetta Gregoraci – con 1.300 euro ci fa la birra: «Io non so come si possa vivere», spiega, e lo dice all’Italia che 1.300 euro li vede col binocolo. Ma siamo figli delle stelle e pronipoti di Sua Maestà il denaro…

Chi esce, riesce. Questo è il ragionamento di Briatore il quale, partito da Cuneo – per dirla con Totò – è uomo di mondo. E ha pure ragione: «I ragazzi italiani che sono arrivati a New York otto anni fa in questo momento hanno dodici ristoranti». E i ragazzi, per dirla con Elsa Fornero, devono pur smetterla di essere schizzinosi. E smetterla di fare i bamboccioni – per dirla con Mario Monti – smetterla con gli spaghetti di mamma, per come ripete Briatore…
La gente vive con molto meno di 1.300 euro. È poco più dello stipendio di un professore – è un miraggio per la maggioranza degli italiani – e anche se Pina Picierno dice che con gli 80 euro di Matteo Renzi si può fare una sontuosa spesa al supermercato, ha purtroppo ragione Sonia Bruganelli, ovvero la signora Bonolis. «Che ci faccio con 30 euro?».

Michelle Hunziker non guida la Porsche fucsia di Barbie per non urtare i disoccupati, «mille lire al mese» cantavano i nostri nonni ma la ragione più crudele è quella delle care zie, come Margaret Thatcher: «Nessuno ricorderebbe il buon Samaritano se avesse avuto solo buone intenzioni. Aveva anche soldi».

A proposito di buone intenzioni. Voi, nella necessità, dovendo scegliere, in chi vorreste incappare: in un buon Samaritano ricco di buone intenzioni – sprovvisto di liquidità – o nello smargiasso Briatore che vi apre un Twiga sotto il naso? È sempre lì: o lì o là. È la sentenza di Giufà.

Testo tratto dalla rubrica “Olì Olà” in onda su La7 durante Faccia a faccia, domenica in prima serata

Foto Ansa

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