«Scomunicate padre Livio». Che fonti usa il Corriere su Radio Maria?

Un articolo del quotidiano di via Solferino prende spunto dagli attacchi di un sito inattendibile, famoso per le sue sparate: «Si accusa il direttore dell’emittente di essere poco ortodosso e contrario agli insegnamenti del Papa. Ma chi ascolta la nostra radio sa che padre Livio è fedele al Magistero e a Benedetto XVI», spiega il giornalista Marco Invernizzi.

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Un paginone del Corriere, addirittura. Titolo: «Pontifex contro Radio Maria: “Scomunicate padre Livio”». L’articolo prende spunto dalle accuse di un sito noto per lanciare anatemi senza fondamenti, che tenta di screditare un’emittente con più di trent’anni di vita, presente in sessanta paesi e con due milioni di ascoltatori. «Che un giornale come il Corriere usi una fonte, senza prima verificarne l’attendibilità, per mettere in dubbio l’ortodossia di padre Livio Fanzaga, direttore di una radio così importante, mi pare una scivolata non da poco». A parlare a tempi.it è Marco Invernizzi, giornalista che collabora con la radio da 23 anni, dispiaciuto «anche per le insinuazioni sul pubblico dell’emittente, che nell’articolo appare come una setta di creduloni. Quando è ancora più ortodosso della radio».

«Sanno tutti che Radio Maria è famosa per la ferrea fedeltà di padre Livio al magistero e al Papa». L’emittente alla sua nascita decise di costituirsi in associazione e di non avere spazi pubblicitari, «vivendo di sole donazioni dei suoi ascoltatori, proprio per preservare integri i pilastri su cui padre Livio ha scommesso tutto: la fedeltà al magistero, la sequela al Papa, l’Eucarestia e la Madonna». Inoltre Radio Maria non ha mai ricevuto alcun richiamo da parte del Vaticano: «Anzi, ho visto collaboratori andare via perché tentennanti rispetto ai pilastri dell’emittente».

La radio, però, è legata ai fenomeni di Medjugorje, paese della Bosnia dove 30 anni fa apparve la Madonna: l’emittente annuncia i messaggi della Vergine che ancora oggi appare ai sei veggenti per comunicare con il mondo. E in effetti le apparizioni non sono ancora riconosciute dalla Chiesa: «La Chiesa non può riconoscerle perché sono ancora in corso, ma c’è una commissione vaticana che sta analizzando i fatti». Non solo, la Chiesa permette la devozione personale alla Vergine di Medjugorje, poiché in 30 anni non c’è stato alcun fatto legato a quel luogo che si sia verificato contrario alla fede cattolica. «Usiamo le parole del rinomato mariologo Angelo Maria Tentori: “Se anche il fenomeno fosse del tutto falso, bisognerebbe ammettere che Dio se n’è appropriato perché se non fosse opera della Madonna questa sarebbe una beffa del diavolo e il diavolo non può volere i frutti prodotti da Medjugorje: non può volere che oltre 20 milioni di persone preghino e digiuno, non può volere tante conversioni e miracoli».

Così Padre Livio fa catechesi con i messaggi della Madonna: «Non solo. La radio ha un palinsesto che prevede otto ore di preghiera, otto di catechesi cattolica e otto di ricreazione. Conosco molte persone che si sono convertite ascoltandola e altre che hanno approfondito la loro fede: la catechesi, infatti, è incentrata sull’educazione alla fede attraverso la riscoperta delle sue ragioni contro una religione ridotta a sentimento o a morale».

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