Un’inchiesta della Bbc ha scoperto che nel paese asiatico Meta non avrebbe filtrato pubblicità che rilanciavano canali con abusi su minori. «L’unico obiettivo è il profitto»
Il logo di Meta, società proprietaria di Instagram, vicino alla sede di Menlo Park, California, Stati Uniti
L’inchiesta è uscita in piena estate, ma è passata quasi inosservata sui media di tutto il mondo, nonostante fosse firmata BBC Eye, la redazione di giornalismo investigativo del più noto broadcaster britannico, ed è un riflettore acceso su due degli aspetti più controversi del funzionamento dei social network: il filtro dei contenuti illegali e la “scelta” fatta dagli algoritmi dei contenuti mostrati in timeline agli utenti.
L’inchiesta della Bbc ha rivelato che Instagram ha pubblicato annunci a pagamento che promuovono materiale pedopornografico in India. Gli annunci, visionati dalla BBC World Service, utilizzano termini come “video di stupro” e “video di minori” e rimandano gli utenti a canali Telegram su cui è possibile acquistare il materiale per appena 99 rupie (circa 80 pence). Poche ore dopo la pubblicazione di questa inchiesta, il governo indiano ha dichiarato di aver convocato i rappresentanti di Meta, la società proprietaria di Instagram, per chiedere spiegazioni.
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