Scola arriva in regione Lombardia, i grillini lasciano l’aula. Bello «confrontarsi» barricati in ufficio

Nove consiglieri pentastellati hanno protestato contro la visita del cardinale di Milano al consiglio regionale. Cattaneo (Ncd): «La vera laicità, a differenza del laicismo, è aperta all’ascolto di chiunque»

  • 6
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    6
    Shares

scola_regione_lombardiaSono stati di parola i nove consiglieri del Movimento 5 Stelle. E quando questa mattina l’arcivescovo di Milano Angelo Scola è entrato nell’aula del consiglio regionale lombardo per la sua lezione sul “Nuovo Umanesimo” (qui alcuni passaggi), gli eletti pentastellati si sono alzati dai loro scranni e sono sgattaiolati fuori dalla sala, mentre i colleghi si sono alzati in piedi ad applaudire l’arrivo del prelato. La protesta dei grillini si è quindi svolta come avevano annunciato. Solo alla fine della mattinata sono rientrati in sala per andare a porgere il loro saluto al cardinale, con un gesto che, invece era tutt’altro che previsto.

TUTTO COME ANNUNCIATO. I nove consiglieri una volta usciti si sono legati al braccio un bavaglio bianco, segno della protesta che sta interessando i loro compagni di partito in parlamento. Il motivo della loro uscita, avevano spiegato nei giorni scorsi, era protestare contro l’invito che il presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo aveva rivolto al cardinale: non ammettevano che venisse offerto spazio all’uscita pubblica di un religioso nelle sale di quella che, dicono, dovrebbe essere un’istituzione laica. E le parole con cui il presidente dell’assemblea ha aperto il suo saluto a Scola erano proprio indirizzate, in maniera elegante, alla protesta dei 5 Stelle: «Mi è ben chiaro qual è la distinzione di compiti e di responsabilità che ciascuno di noi deve svolgere nella piena autonomia delle rispettive sfere. È ben chiaro a tutti noi che questa assemblea legislativa, che tra poco ascolterà la sua parola, è una istituzione laica e nessuno rincorre confessionalismi fuori luogo e fuori tempo. Voglio tranquillizzare a questo riguardo i colleghi che hanno sollevato preoccupazioni infondate». E ha proseguito: «La vera laicità, a differenza del laicismo che ne rappresenta l’involuzione regressiva sul piano culturale e politico, è aperta all’ascolto della parola e del contributo di chiunque».

L’INCONTRO DOPO LA LEZIONE. Fuori programma è stato invece quanto accaduto al rientro dei nove consiglieri del Movimento 5 Stelle in aula, una volta che Scola ha terminato la sua lezione. Prima si sono fermati davanti alle telecamere e ai fotografi per posare coi segni della loro protesta. Poi, però si sono messi in fila anche loro per salutare l’arcivescovo, assieme agli altri membri del consiglio. Forse è stato un gesto di riconoscimento dell’autorità del cardinale, forse un modo per ringraziarlo per la lezione equilibrata e di spessore che ha saputo offrire, o forse semplice educazione.
«Gli abbiamo detto che lo abbiamo ascoltato dal nostro ufficio», è quanto riferisce Paola Macchi, portavoce del gruppo: già nei giorni scorsi avevano spiegato che la loro non era semplice rivalità nei confronti della Chiesa, ma soltanto un’iniziativa per ribadire il valore della laicità dello Stato. Per questo hanno comunque seguito a loro modo l’evento. «Noi non siamo contro la Chiesa, la rispettiamo come rispettiamo tutte le religioni, ma ci teniamo che venga salvaguardato un luogo come questo in uno Stato laico». Scola ha ascoltato le loro parole, rispondendo in maniera cordiale a quanto gli veniva chiesto. Chiude la Macchi: «Ci ha ringraziato molto perché siamo andati a parlargli di persona e a spiegargli le nostre posizioni. Noi siamo sempre disposti a confrontarci in maniera civile». Barricati in ufficio, ovviamente.

  • 6
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    6
    Shares