Schede Servizio Lgbt rimosse dal sito del Comune di Torino: evidentemente avevo ragione

Sono contento che qualcuno in Comune si sia reso conto di come l’argomento, che anche io considero meritevole della giusta attenzione, vada affrontato in modo serio e non in questo modo

lgbt-torinoI nodi sono venuti al pettine, nonostante l’impresentabile difesa d’ufficio dell’Assessore Curti lunedì in Sala Rossa: le schede per gli insegnanti redatte dal Servizio LGBT del Comune sono state rimosse dal sito web della Città. Non era possibile costruire un percorso didattico su informazioni inesatte, inattendibili e prive di qualsiasi fondamento scientifico. Non è dalle bugie che nascono il dialogo e l’integrazione, né si può fare educazione al rispetto tramite la mancanza di rispetto.

Sono lieto che il Comune di Torino, al di là dell’impresentabile difesa di ufficio dell’Assessore Curti lunedì in Sala Rossa, abbia finalmente preso atto di quanto fossero inaccettabile le schede pre gli insegnanti del servizio LGBT e le abbia rimosse dal sito della Città: un guazzabuglio di ipotesi, notizie prive di fondamento scientifico, illazioni, spacciate come linee guida per un percorso di educazione alla tolleranza e all’accoglienza, senza alcun coinvolgimento delle famiglie.

Ci piacerebbe comunque avere nella loro versione integrale le schede. Chi è l’insegnante che le ha redatte, chi gli ha dato gli indirizzi, quanto è stato pagato? Non si fa così la guerra all’omofobia: questa non è educazione, ma solo propaganda di una assurda teoria gender.

Ma soprattutto, se avevo torto, perché le hanno rimosse? Agli amici del Circolo Maurice dico che il mio obiettivo non è fermare la guerra all’omofobia, ma affrontarla in modo corretto e con gli strumenti giusti, non distruggere per distruggere.

Sono contento che qualcuno in Comune si sia reso conto di come l’argomento, che anche io considero meritevole della giusta attenzione, vada affrontato in modo serio e non in questo modo, soprattutto se realizzato spendendo denaro pubblico. Il problema non è l’educazione al rispetto, alla tolleranza, ma l’utilizzo di strumenti inadeguati, all’insaputa dei genitori: quando si parla di educazione, di giovani, di scuola, il fine non può mai giustificare i mezzi. Specie se i mezzi in questione spacciano falsità, storture delle verità storiche, fonti incerte come punto di partenza di un percorso educativo. Senza rispetto, di tutti, non ci può essere dialogo. E non ci può essere nemmeno il ruolo istituzionale di una Giunta e di una Città.

Silvio Magliano (Ncd) è Vice Presidente Vicario Consiglio Comunale di Torino

Aggiornamento:

Schermata 2014-03-26 a 19.04.57