Santoro: «Papa Francesco, a nome di tutti, la invito a Taranto»

L’arcivescovo annuncia ai fedeli di aver invitato il suo amico Bergoglio a far visita nella città dell’Ilva. «Passiamo ora dalla protesta alla proposta»

Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto, chiederà a papa Francesco di venire in visita nella città dell’Ilva. Santoro, che conosce personalmente papa Bergoglio (come testimoniato qui), ieri sera, a conclusione della festa del patrono San Cataldo, lo ha annunciato ai fedeli.
«La settimana prossima – ha detto l’arcivescovo – i vescovi pugliesi saranno ricevuti dal santo Padre, l’amato papa Francesco, per la visita ad limina. Ho già avuto modo di incontrarlo e di salutarlo chiedendogli di pregare per tutti noi. So già che avete una richiesta da suggerirmi. State tranquilli gliela porgerò. Sperando che i suoi impegni lo permettano lo inviterò così: Santità, a nome di tutti i tarantini, dal più piccolo al più grande, gente ricca di fede e di buona volontà, le chiedo di venire a Taranto per infondere speranza nuova a tutti noi».

ANNO TRAVAGLIATO. «È stato un anno travagliato – ha detto Santoro, interpretando i sentimenti dei suoi fedeli – contrassegnato dalla progressiva presa di coscienza di tanti problemi, specie quelli della salute e del lavoro. Ora mi chiedo: e adesso? Passiamo ora dalla protesta alla proposta che è grande responsabilità di coloro i quali sono delegati a questa funzione. Speriamo che i tavoli istituzionali che contano si avvicinino sempre più a Taranto e chi ha la responsabilità pubblica la eserciti effettivamente e per il bene di tutti».
D’altro canto, Santoro, in merito al recente pronunciamento della Consulta, ha detto che «abbiamo sempre rispettato la magistratura e per questo rispettiamo ancora pienamente la sentenza della Corte Costituzionale che coniuga la difesa del lavoro con la difesa della salubrità dell’ambiente e della salute».

PEGGIO CHE IN BRASILE. L’arcivescovo ha anche dato un tocco personale al suo intervento ricordando che «tornato dal Brasile (è stato vescovo a Petropolis, ndr) pensavo di aver lasciato lì i problemi della povertà e della crisi invece arrivato qui ho trovato problemi ancora più gravi in questo annus terribilis. La salute, le malattie, il lavoro, la disoccupazione, la crisi economica, senza parlare della crisi politica e istituzionale».