Sallusti agli arresti. Reporter sans frontier se ne dimentica

La nota organizzazione internazionale che lotta per la libertà di stampa non lo inserisce fra i giornalisti arrestati. Intanto, la procura di Milano applica la legge svuotacarceri

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Nell’elenco dei giornalisti arrestati, Reporters sans frontiers non ha ancora inserito l’ex direttore del Giornale, Alessandro Sallusti. La lista di Rsf è aggiornata al 6 dicembre 2012, data dell’arresto di un reporter egiziano, quando cioè il giornalista italiano era già agli arresti domiciliari da una settimana. Per quale ragione l’organizzazione internazionale che lotta per la libertà di stampa e che in Italia è sempre stata attivissima contro la legge bavaglio, non lo include nell’elenco? Come ha motivato il Procuratore generale di Milano, Edmondo Bruti Liberati, quella che sta scontando Sallusti è una vera e propria esecuzione penale (da scontare in domicilio grazie all’effetto della legge svuota-carceri) e non una “misura alternativa”. Se Rsf inserisse Sallusti nell’elenco, l’Italia sarebbe l’unico paese dell’Ue presente e si troverebbe in compagnia di Cambogia, Egitto, Honduras, Indonesia, Libano, Nigeria, Tanzania e Thailandia.

SVUOTACARCERI. Sallusti, condannato a 14 mesi di detenzione e che sta affrontando un processo per evasione, vorrebbe andare in galera. Ma la procura di Milano proprio non ce lo vuole. Per evitargliela, ed evitare una pessima pubblicità all’istituzione, Bruti Liberati si è dovuto appellare alla legge svuota-carceri, decisione contestata da parecchi magistrati milanesi, perché a misura di Sallusti, dunque “ad personam”.
Per questo, oggi, Bruti Liberati ha emanato una direttiva all’Ufficio Esecuzione della Procura, dove si legge che, «al fine di assicurare la uniformità di indirizzo che appare esigenza imprescindibile nella materia della esecuzione pena», si prevede la richiesta di detenzione domiciliare per tutti i casi simili a quello dell’ex direttore del Giornale.

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