Salesiani in agitazione

I responsabili della più estesa organizzazione di scuole cattoliche italiane
raccontano l’imbarazzo per l’omologazione strisciante imposta da Roma

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Le scuole salesiane in Italia (Figlie di Maria Ausiliatrice e Salesiani di don Bosco) raggiungono le cifre seguenti: 250 secondarie, 95 primarie, 310 materne, diffuse su tutto il territorio nazionale. Si devono aggiungere 112 centri di formazione professionale. In totale oltre 90mila alunni. Nel mondo, sparse su tutti i continenti, ci sono 911 scuole dei Salesiani di Don Bosco e altrettante delle Figlie di Maria Ausiliatrice ciascun gruppo con circa 750mila alunni. Inoltre 312 centri professionali con 90.547 allievi, 44 scuole agricole con 6.976 alunni e 84 corsi di qualificazione di adulti, frequentati da 22.497 allievi. Si tratta di una imponente tradizione educativa attraverso la scuola, nata a Torino con Don Bosco e a Mornese con Madre Mazza-rello nel secolo scorso, che continua a dare i suoi frutti. Negli ultimi trent’anni, con l’operazione Africa i Salesiani e le Sale-siane hanno preso piede e cittadinanza in tutti i Paesi di quel Continente. Nell’isola di Timor sei scuole salesiane sono state distrutte da una incomprensibile e ingiustificata violenza. La scuola rappresenta un grande fronte educativo, forse il maggiore, delle Opere Salesiane nel mondo. Accanto ai Salesiani e alle Salesiane c’è una schiera assai grande di collaboratori: altri religiosi e laici (oltre 90mila).

La sfida rappresentata dagli alunni più poveri è così descritta dal Progetto educativo nazionale delle Scuole Salesiane: “Lo stato di grave ingiustizia, per il quale giovani e famiglie non posseggono le condizioni economiche per accedere alle scuole salesiane, non solo pregiudica la libertà delle coscienze, i diritti dei genitori e dei figli e non concorre allo stesso progredire della cultura, ma è pure in contraddizione con il carisma salesiano” (p. 26).

In materia di parità le Scuole Salesiane chiedono che il legislatore, nel rispetto della Costituzione, intervenendo sulla parità tra scuole statali e non statali:
– detti le norme generali dell’istruzione (articolo 33, comma 2).

– garantisca la piena libertà delle scuole paritarie (articolo 33, comma 4), non imponendo ad esse l’omologazione con le scuole statali;
– assicuri agli alunni delle scuole non statali un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni delle scuole di Stato (articolo 33, comma4);
– riconosca i diritti soggettivi degli studenti e delle famiglie, che scelgono le scuole non statali, rimuovendo ogni discriminazione compresa quella economica (articolo 2, 3, 30 e 34 della Costituzione).

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