Sacro cuore

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La Preside e tutta la Scuola Cattolica “Fondazione Sacro Cuore” di Cesena esprimono la loro gratitudine alla rivista Tempi per l’opportunità offerta e, presentando il loro lavoro, desiderano prima di tutto condividere le aspettative del Papa che il 21 maggio 1998, ai Vescovi italiani, disse: “Siamo specialmente e gravemente preoccupati per le scuole libere, e tra esse per le scuole cattoliche, a cui non viene ancora riconosciuta, in Italia, quella effettiva parità che è invece una realtà positiva e consolidata in altri Paesi europei. Chiediamo perciò, con forza e urgenza, che venga finalmente superata questa infelice anomalia che non fa onore all’Italia”.

Oggi, ormai alle soglie del nuovo millennio, la situazione non accenna a migliorare; ma se i tempi sono duri, l’amore per la verità rende liberi e lieti insegnanti e operatori della scuola e sostiene il loro lavoro.

La “Fondazione Sacro Cuore” di Cesena comprende una scuola elementare parificata e una scuola media legalmente riconosciuta. Per la scuola elementare si è consapevolmente attuata la scelta di affidare ogni classe ad una sola maestra: il bambino infatti necessita di un riferimento unico e preciso almeno nei primi anni del ciclo elementare. Ciò non esclude la presenza di collaboratori coinvolti nella medesima preoccupazione educativa: adulti che, con competenza professionale e sotto la guida del docente titolare, aiutano gli alunni a sviluppare alcuni talenti. La centralità, anche metodologica, di talune materie (italiano e matematica) così come la particolare attenzione prestata all’uso della memoria consente allo studente di uscire dal ciclo elementare con chiare e distinte nozioni di base. Per la scuola media, la rigorosa attenzione alla crescita delle singole personalità è l’elemento qualificante l’azione didattica, tesa a fornire agli alunni un adeguato metodo di studio e le conoscenze necessarie alla prosecuzione del percorso scolastico. L’ampliamento e l’approfondimento delle conoscenze avviene, infatti, attraverso un rigore metodologico preoccupato innanzitutto di fornire all’alunno gli strumenti dell’apprendimento e di sollecitare la formazione di un soggetto umano curioso e indagatore. Proprio per questo alcune materie come italiano, matematica e lingua inglese costituiscono un punto di riferimento paradigmatico per favorire l’attenzione a tutto l’arco disciplinare. Il piano di studi comprende anche, in seconda e terza media, l’insegnamento di alcune nozioni di base della lingua latina.

L’impostazione didattica appena descritta nasce dentro una preoccupazione educativa che ha, nel rapporto con le famiglie, uno dei punti più qualificanti. Lo sguardo con cui l’alunno viene accolto ed educato non è diverso da quello della famiglia stessa perché ciò che muove è l’identica passione per il bene autentico dei bambini e dei ragazzi. Non è solo un problema di competenza professionale, che naturalmente è garantita, ma in gioco c’è la sostanza dell’educazione: un atteggiamento positivo, capace di tirare fuori il meglio da ogni allievo, e alcuni momenti significativi della vita della scuola ne sono chiara testimonianza. L’Open Day, ad esempio, il giorno della scuola aperta che ha visto genitori, personalità del mondo della scuola e lo stesso Assessore alla Pubblica Istruzione visitare, ammirati, tutto ciò che insegnanti e alunni avevano costruito come percorso educativo attraverso disegni, cartelloni, composizioni e opere di varia natura e attività espressive. Poi l’allestimento di spettacoli, in alcuni periodi dell’anno, proposti a tutta la cittadinanza e rappresentati anche nel prestigioso Teatro “Bonci” di Cesena. Tutto ciò ha permesso alla Scuola di affermarsi nella città come una presenza significativa capace di interagire con altri Istituti e realtà culturali. La “Fondazione Sacro Cuore” di Cesena rivendica con orgoglio la sua caratteristica di Scuola Cattolica dove il senso religioso (cioè l’apertura della ragione a tutti i fattori della realtà) non è un optional, ma l’orizzonte adeguato entro cui collocare l’avventura umana e quindi l’educazione. Per queste ragioni è una scuola davvero libera e laica, aperta a tutti, tanto che gli alunni che la frequentano provengono dalle tradizioni culturali più diverse e non continuerebbero a starci se non sperimentassero un clima di libertà. “Quello che ci interessa – dice la prof. Piraccini, preside dell’Istituto – è far crescere uomini capaci di pensare con la propria testa, quindi liberi, non robot asserviti alla mentalità dominante”. Con l’aria che tira al Ministero e nel Paese i tempi sono senz’altro duri ma anche la “resistenza” non scherza.

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