Ruini: papa Francesco in continuità con Benedetto XVI. «La sostanza del compito del successore di Pietro rimane»

Il cardinale Camillo Ruini parla del passaggio tra Ratzinger e Bergoglio. È finita la centralità della Chiesa europea? «Sono chiacchiere poco significative»

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«Con l’elezione di Bergoglio il papato ha dato una nuova conferma della sua straordinaria attualità». Così ha commentato il cardinale Camillo Ruini, nell’intervista di oggi su Il Foglio, il passaggio di consegne tra il papa emerito Benedetto XVI e il suo successore al soglio di Pietro Francesco e i primi passi del nuovo pontefice.

NOVITA’. «Non parlerei proprio di transizione epocale», ha esordito Ruini. «L’elezione di un papa extraeuropeo, e in particolare latinoamericano, è indubbiamente una novità di grande significato», ha detto. «C’è il nuovo stile di papa Francesco così semplice e immediato, vorrei dire affettuoso, e ulteriori novità probabilmente emergeranno. Ma la sostanza del compito del successore di Pietro rimane».
Alla domanda se il passaggio da Ratzinger a Bergoglio non abbia ratificato «la fine della centralità della chiesa europea», Ruini risponde: «Sono chiacchiere poco significative. Infatti, la chiesa cattolica è per sua natura universale». E aggiunge: ciò che conta è che sia stato eletto «il candidato migliore per il compito»; mentre non ha alcuna importanza che il nuovo papa «sia italiano o non italiano, europeo o non europeo».

VANGELO. Ruini, che descrive papa Francesco come «fedele al metodo dialogico e molto preciso e puntuale sui temi teologici e antropologici», secondo «la migliore tradizione dei gesuiti», rispetto ai continui richiami del pontefice su povertà e vicinanza ai poveri, spiega: «Si tratta semplicemente di fedeltà a Gesù e al Vangelo». Né influssi della teologia della liberazione, dunque, né altro.
E sul Concilio Vaticano II, che, secondo Ruini, deve ancora sprigionare molte delle sue potenzialità, «papa Francesco ha fatto molto bene a sottolineare che bisogna andare avanti e non indietro nella sua attuazione. Ciò non contrasta con l’ermeneutica della riforma nella continuità, che è la grande lezione di Benedetto XVI».

SAGGI. Ruini, infine, ha detto anche che, secondo lui, Francesco «non si fermerà al gruppo degli otto» cardinali voluti per “consigliarlo nel governo della chiesa universale e per studiare un progetto di revisione della Costituzione apostolica Pastor Bonus sulla curia romana” (così il comunicato ufficiale, ndr). Anche se, «questa nomina è un passo importante per l’attuazione della collegialità dei vescovi, insieme al primato di Pietro».

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