Rogo Liceo Socrate. Non per omofobia ma per vendetta contro bocciature

Questa mattina quattro studenti si sono presentati negli uffici della Digos di Roma per spiegare di aver appiccato un incendio alle aule perché arrabbiati per i brutti risultati scolastici

L’omofobia non c’entra nulla. Questa mattina quattro studenti si sono presentati negli uffici della Digos di Roma per spiegare di aver appiccato un incendio alle aule del Liceo Socrate come vendetta per le bocciature.

I ragazzi, due minorenni e due maggiorenni, accompagnati da genitori e avvocati, hanno spiegato che il loro gesto non ha alcuna motivazione politica, ma di aver appiccato sabato notte 13 luglio un rogo nella scuola perché arrabbiati per i brutti risultati scolastici.

Nei giorni scorsi, l’incendio era stato spiegato come una punizione contro la linea educativa del Liceo, improntata alla tolleranza nei confronti delle tematiche omosessuali e battagliera sul fronte della lotta all’omofobia. A quanto si apprende, nessuno dei ragazzi avrebbe confermato questa versione, limitandosi, invece, a raccontare che l’idea è nata dopo una scampagnata al mare e la raccolta degli euro necessari a comprare una tanica di benzina.