Rocky fa il pugile in teatro e con il musical evita l’oblio

«Non ci sarà più un altro film su Rocky. Con lui ho finito, mentre non è chiuso il capitolo dedicato a Rambo. Lui è come me, non può e non vuole andare in pensione». Queste le parole pronunciate pochi giorni fa da Sylvester Stallone al Festival di Roma. Addio a Rocky, quindi, almeno sul grande schermo. Perché invece a teatro il pugile italo americano rivivrà sul palcoscenico grazie alla produzione Rocky: das musical, che ha appena debuttato con successo ad Amburgo. Un adattamento che ripercorre la vita di Rocky Balboa, che a un certo punto della sua carriera dilettantistica si trova a dover sfidare Apollo Creed, campione di pesi massimi, proprio mentre la timida Adriana sta per cedere al suo corteggiamento. Il musical è prodotto dallo stesso Stallone e si avvale di alcuni dei brani utilizzati nelle pellicole, come Eye of the Tiger dei Survivor e Gonna Fly Now, la theme song del film scritta da Bill Conti. Co-produttori assieme alla star di Hollywood  Wladimir Klitschko e Vitali Klitschko, due fratelli ucraini molto famosi in quanto pugili.

UNA CANZONE PER SOPRAVVIVERE. Chissà come sarà il Rocky canterino, di certo rimpinguerà le casse della produzione, che approfitta di un autentico personaggio cult da spremere fino alla fine. Non è certo la prima volta che un film di successo arriva sul palcoscenico teatrale pronto a conquistare un nuovo pubblico. Basta guardare i musical in giro per il mondo in questo periodo: Billy Eliott, Frankestein Junior, Biancaneve, Il vizietto, Shrek, A qualcuno piace caldo, Il diario di Bridget Jones, Sister Act, ecc…ecc… Tutte produzioni – sia italiane che interazionali – che nascono con l’intento di sfruttare l’onda lunga del film più conosciuti e amati a suon di musica. E già qualcuno trema al pensiero che prima o poi un vampiro e una pallida ragazza americana possano cominciare a cantare…

 

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