Originale, cruento, da non perdere. È “Revenant” con Di Caprio

Nelle terre selvagge e freddissime americane, la vita dura di un gruppo di cacciatori di pellicce.

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Gran film, estremo e selvaggio, diretto in modo suggestivo da Iñárritu che tira fuori un film alla Gravity: piani sequenza, fluidità della macchina da presa, fortissimo realismo e una fotografia che lascia senza fiato.

Sembra di essere immersi in una storia d’altri tempi che vive di ispirazioni letterarie (London) e di reminiscenze cinematografiche: il Mann de L’ultimo dei Mohicani con i cosiddetti indiani che fanno una paura terribile; Balla coi lupi, persino Malick negli slanci religiosi e nella rappresentazione della Natura e della Luce, l’Aldrich dello splendido L’imperatore del Nord.

Film girato meravigliosamente e interpretato meglio da Di Caprio e Hardy, il primo ha un ruolo complicato, da antieroe, per nulla romantico; il secondo crudele e cinico, rozzo e bestiale.

Cruento, tragico eppure affascinante: potrebbe essere il film dell’anno per compattezza, originalità e suggestioni visive.

Revenant – Redivivo, di Alejandro González Iñárritu


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