“Resto a Roma”, ma anche no. Italiani non rinunciamo alle vacanze

Carlo Verdone è il protagonista di un video ironico sull’impossibilità delle vacanze per gli italiani. Che però fa sorgere spontanea una domanda: «Ci sarà pure un modo per conquistare una settimana al mare?»

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Resto a Roma, me conviene è il titolo del nuovo tormentone dell’estate lanciato da Radio Globo. Un canzone sulla crisi e le vacanze che nel suo video può vantare la presenza di un romano doc, Carlo Verdone, nei panni di Enzo, suo personaggio storico, che telefona a mezza Capitale per organizzare una vacanza “selvaggia ed economica”. Peccato che tutti gli dicano di no, perché c’è la crisi, il figlioletto sta male e tutti ad agosto rimangono a casa. Tanto che, alla fine anche Enzo, sdraiato in una piscinetta da mare su un terrazzo della periferia romana, si convince: «Ma io resto a Roma, ma che me frega, è tanto bella sta città».

Il video, pubblicato su Youtube il 1° luglio, ha già all’attivo 500 mila visualizzazioni: merito della spassosa interpretazione di Verdone e di un testo, accompagnato dalle note di Endless Summer, la canzone ufficiale degli Europei, che parla di tasse, Imu, biglietto aumentato del tram, l’assicurazione della macchina e delle vacanze che lentamente si allontanano e ci costringono a preferire Ostia Lido a Ibiza. L’ennesimo tassello, questo, di un’estate calda che ci vede battagliare con Scipione, Caronte e Minosse e che i media hanno già ribattezzato la stagione della crisi. I saldi sono iniziati e i negozi sono vuoti, le spiagge sono deserte e silenziose, le stazioni balneari finiscono in vendita su eBay e i gestori dei lidi se le inventano tutte per convincere i clienti ad affittare un ombrellone e una sdraio per il fine settimana.

Il tiggì delle 20, come da qualche anno a questa parte, ci tiene a precisare che “milioni di italiani rimarranno in città”, cercando refrigerio nelle piscine comunali prese d’assalto. Un quadro inquietante, da apocalisse delle vacanze, che aumenta la depressione da crisi già abbondantemente in corso. E mi ricordo le parole di un intraprendente proprietario di un’agenzia viaggio che un giorno disse: «Facciamo di tutto per far partire gli italiani, che vita è senza vacanza? Senza una settimana di relax al mare, in montagna, insomma in un posto che sia diverso dal solito appartamento?». Ci sarà pure un modo per partire qualche giorno senza l’incubo dei soldi. In fondo anche stare in città ha i suoi costi: la benzina, la spesa, il biglietto del tram, le sigarette, una pizza fuori, il biglietto del cinema, l’aperitivo. Gli italiani non sono mica il popolo che faceva di tutto per andare in vacanza? Quello abituato al campeggio alla roulotte sulla spiaggia, alla piccola seconda casa, o all’affitto di quella del vicino?

Allora cerchiamo di farla questa vacanza, aguzzando il nostro solito ingegno, preferendo luglio o settembre, i last minute, le vacanze in bici, gli ostelli puliti e confortevoli, i voli low cost, il mare vicino casa che non saranno le Maldive ma sempre mare è. Non abbiamo imparato nulla dai turisti stranieri? E allora cerchiamo di concederci almeno una settimana via dalla negatività di chi vede solo nero (e non ha tutti i torti, per carità). In fondo siamo ancora capaci di ridere delle nostre sventure. L’importante è evitare la piscina sul terrazzo.

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