Con la “Rerum Novarum” Leone XIII pose i fondamenti della dottrina sociale della Chiesa. Ecco cosa dice quell’enciclica, che non fissa un sistema astratto di valori, ma educa la comunità dei fedeli a un’operatività feconda nel mondo
Caritas Medical Center di Hong Kong (foto Ansa))
Papa Leone XIV ha spiegato di aver scelto il suo nome anche in ricordo di papa Leone XIII (1878-1903), il pontefice chiamato dalla storia a rispondere alle conseguenze sociali (e non solo) della rivoluzione industriale, da cui emerge – nell’ambito del suo ricco e articolato magistero – l’enciclica Rerum Novarum (1891). Essa è considerata la prima enciclica “sociale” ed è posta, a ragione, a fondamento della successiva elaborazione della dottrina sociale della Chiesa; in effetti si tratta di un testo molto importante e di grande rilievo nella storia della Chiesa. Peraltro, l’attenzione all’evoluzione della società non è mai mancata nell’insegnamento dei pontefici e in alcuni interventi significativi sulle ideologie del XIX secolo, sui temi sociali e sui rapporti con gli Stati erano stati fatti dai predecessori di Leone XIII, come l’importante “Sillabo” di Pio IX (enciclica Quanta cura del 1864) o l’enciclica Mirari vos del 1832 di Gregorio XVI.
La secolarizzazione della società
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