Le dimissioni del premier laburista, l'insoddisfazione dei britannici, l'economia che va male, il piano di Andy Burnham per succedergli, le idee "formigoniane" della sinistra inglese. Rassegna ragionata dal web
Il premier britannico Keir Starmer lascia il podio da cui ha annunciato le sue dimissioni da capo del governo, il 22 giugno 2026 (foto Ansa)
Dopo nemmeno due anni in carica, ha annunciato ieri le sue dimissioni da primo ministro britannico Keir Starmer, leader laburista. Resterà formalmente in carica fino all’elezione del nuovo segretario del Labour Party, che potrebbe avvenire già il 16 luglio, quando si chiuderanno le candidature per la corsa alla leadership del partito. Se, come molti ritengono, l’ex sindaco della Grande Manchester eletto al parlamento in un’elezione suppletiva giovedì scorso Andy Burnham sarà l’unico candidato, ovvero quello che ha raccolto molti più sostegni di tutti gli altri da parte dei parlamentari in carica e delle sezioni del partito, già a metà luglio il Regno Unito potrebbe avere un nuovo primo ministro nella sua persona. Diversamente, nel caso cioè che anche il candidato “moderato” Wes Streeting dimostri di avere carte da giocare, si andrà probabilmente a settembre, dopo la riapertura del parlamento che chiude per la pausa estiva proprio il 16 luglio.
Ascoltando il discorso che Starmer ha tenu...
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