Rassegna stampa/2 Osservatore Romano: «Le ragioni di un’abbinata»

Riportiamo l’articolo che appare sull’Osservatore Romano di oggi, sottotitolato: “Da oggi «Tempi» con il nostro giornale”, e che ricorda le ragioni per cui, da oggi, insieme a Tempi verrà distribuito gratuitamente per i lettori anche il settimanale dell’Osservatore Romano, che contiene i discorsi del Papa

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MILANO, 13. «Quando un paio d’anni fa ci fu offerta l’opportunità di presentarci e scambiare due parole con Benedetto XVI, non avremmo mai immaginato che a partire dal numero che hai per le mani, caro lettore, “Tempi” e “L’Osservatore Romano” avrebbero camminato insieme. E invece è successo». Così si legge nell’editoriale odierno del settimanale milanese diretto da Luigi Amicone, che spiega le ragioni dell’abbinata nel centocinquantenario del nostro giornale, presentata come «un regalo» al Papa: «Di qui la nostra proposta di sostenere la conoscenza del suo magistero anche attraverso la diffusione dell’edizione del giornale vaticano che cura la pubblicazione degli interventi svolti dal Pontefice nel corso della settimana».

Segue la spiegazione delle ragioni dell’iniziativa, preceduta in Italia da quella con «L’Eco di Bergamo» dal 2008 e in Spagna dal 2009 con «La Razón», sul cui sito (www.larazon.es) è dal 27 dicembre scorso disponibile per intero la nostra edizione settimanale in lingua spagnola: «Davanti alle drammatiche sfide dell’attualità, proprio della diffusione e conoscenza di parole piene di ragione e amanti della verità si sente la mancanza. Trovarsi nelle condizioni di aiutare a conoscere ragioni e verità proposte dal Papa, è un modo molto elementare ma concreto di servire il bene del popolo tutto, di qualunque colore e religione sia, vicino o lontano che sia», sottolinea l’editoriale della rivista che da oggi diffonde il nostro settimanale.

«Non abbiamo altro senso di esistere — si legge ancora su “Tempi” —
che l’ideale per cui facciamo un giornale e abbiamo una simpatia totale per qualsiasi ricerca della verità, da qualunque parte essa provenga. Per parlare concretamente: da Comunione e Liberazione, che è l’origine educativa della nostra passione, a Giuliano Ferrara, amico di rara intelligenza
e il contrario del “Giornalista Collettivo”, impariamo che nulla di ciò che è umano ci è estraneo». Il contesto odierno è quello di un «mondo in cui, anche tra cristiani, sembra si faccia a gara per allontanare dallo spazio pubblico la sfida che Cristo porta alla ragione prima ancora che alla fede degli uomini», sottolinea poi l’editoriale, che come «sintesi di tutto ciò che vorremmo servire in questo passaggio della nostra impresa» cita poi una risposta di Benedetto XVI a Peter Seewald: «Tutta la mia vita è sempre stata attraversata da un filo conduttore, questo: il Cristianesimo dà gioia, allarga gli orizzonti. In definitiva un’esistenza vissuta sempre e soltanto “contro” sarebbe insopportabile. Ma allo stesso tempo il Vangelo si trova in opposizione a costellazioni potenti», ed è dunque necessaria «una resistenza», tesa però «a mettere in luce ciò che vi è di positivo». Secondo l’insegnamento paolino — conclude l’editoriale di «Tempi» — ripreso da don Giussani.

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