Raspelli vs Marchesi: questione di gusti

Il bicchiere mezzo vuoto. Enogastronomia politica

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Domenica 21 novembre, Hotel Hilton di Roma. Edoardo Raspelli presenta “La guida d’Italia 2000” dell’Espresso. Il “re” è sempre lui, Gianfranco Vissani, talentuoso chef umbro di Baschi (Terni), che quest’anno condivide il suo primato, calcolato in 18,5 ventesimi con l’Enoteca Pinchiorri di Firenze. Seguono a 17.5/20 Aimo e Nadia di Milano, l’Antica Osteria del Ponte di Cassinetta di Lugagnano, Il Pescatore di Canneto sull’Oglio. E fin qui, tutto bene. Sennonché, la bibbia raspelliana, a pagina 180 nasconde una sorpresina. Il “Gualtierone” nazionale, al secolo Gualtiero Marchesi, al posto del suo bel 17/20 dell’anno scorso, viene valutato con un interlocutorio “Senza voto”. Che in linguaggio “raspelliano” più o meno significa “il voto che ti meriteresti quest’anno sarebbe imbarazzante, soprattutto in considerazione di quanto hai fatto in passato, riparliamone l’anno prossimo”. Apriti cielo! Sul Corriere della Sera del 22 novembre il “Gualtierone furioso” si lascia andare e in un eccesso d’ira confessa: “Ho sempre reputato quel signore un incompetente, come consiglio potrei dirgli di cambiare mestiere”. E ancora: “Guardi, uno come lui che mangia sei-sette piatti senza tregua e beve vino come gli ho visto fare non può giudicare. Gli è anche capitato di stare male… Ora, secondo me un critico dovrebbe assaggiare, fermarsi, scrivere, analizzare i sapori, i francesi insegnano. No, non accetto di essere giudicato da un impreparato”. Hai capito, “Raspellik”? Mangia e taci! Ahi, ahi, ahi, “Gualtierone”, noi Raspelli lo conosciamo… non crederai mica che sia facile infilargli il cappelluccio piumato e i pantaloncini corti tirolesi da bravo scolaretto e convincerlo che adesso gli insegni tu quello che deve fare. Vorremmo aiutarti, “Gualtierone”, ma come facciamo a spiegare al Raspelli che il suo nuovo professore è quel simpatico zuzzurellone che, alla vigilia del suo compleanno, ci ha fatto divertire (sì, c’eravamo anche noi quella sera) facendoci giocare a dividerci le porzioncine e servendoci un rombo grigio dal gusto poco invitante? Ma per fortuna, “brigante” d’un Marchesi – nel senso del formaggio, of course! – tu sì che la sai lunga. E da “filosofo” qual sei, ben sapendo che con quel discolo del Raspelli non attacca, non ci hai pensato su due volte. E sei corso ad ammannire i tuoi “sermoncini” a quelli del “gambero (si spera fresco) rosso”. Noi che di “professorini e professoroni” ne abbiamo piene le tasche, ci diamo appuntamento alla Fiera di Milano, al Salone dei Sapori, 4-12 dicembre, per goderci tutte le sere alle ore 18, piazzetta Lombardia, un sorso di vino. Come la Barbera d’Asti superiore Piano Alto di Casa Bava (0141/907083), maschia, potente, consolatoria, “nature”! ardocg@tin.it

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