Quella bottega della memoria nel cuore del ghetto di Roma

Migliaia e migliaia di fotografie raccolte ed esposte. L’intero archivio di Paese Sera, e poi tutto ciò che riguarda politica, cinema, musica, arte, letteratura, cronaca, paesaggi

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

DSCN9306_Fotor

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – C’è un piccolo negozio, a Roma, che si chiama “Il museo del Louvre”. È a via della Reginella, nel cuore di uno dei luoghi più belli della capitale, il quartiere ebraico. Vado spesso lì. Mi sembra che quelle mura, quelle case trattengano memoria più di ogni altro spazio cittadino. Alzando la testa e guardando le finestre sembra di sentire i rumori degli scarponi dei nazisti che salivano le scale dei palazzi, all’alba del 16 ottobre 1943. Si può sentire, chiudendo gli occhi, il suono dei lamenti, delle implorazioni, delle urla degli ebrei romani che furono portati via, più di mille, e poterono tornare dai campi di sterminio in sedici, solo in sedici.

Per me il ghetto rastrellato ha una voce che non si può non ascoltare. Ogni giorno, in quegli stessi luoghi, si celebra oggi la vita ritrovata. Gli studenti della scuola ebraica che sciamano vocianti, i ristoranti tipici che a primavera mettono i tavoli fuori, gli anziani che ricordano seduti sulle panchine, i bar dove ci si ritrova per parlare di Totti o di tasse.

In una delle stradine di quell’intrico che è il ghetto, Giuseppe Casetti, un signore gentile, con dei precoci capelli bianchi, ha allestito una bottega della memoria. Quello che l’archivio dei diari fa con le parole a via della Reginella viene fatto con le immagini. Migliaia e migliaia di fotografie raccolte ed esposte. L’intero archivio di un grande quotidiano della capitale come Paese Sera, e poi tutto ciò che riguarda politica, cinema, musica, arte, letteratura, cronaca, paesaggi.

Chi ama la storia o chi non ha perso la luce della memoria deve passare da quel negozio pieno di libri e di fotografie, pieno di senso e di storia. Ci si possono passare ore, a guardare e frugare nel passato. Anche in rete si possono trovare frammenti bellissimi, come una rassegna storica delle istantanee delle estati a Roma. Chiudete gli occhi, guardandole. Altro che Zemeckis e la sfavillante DeLorean…

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •